Schizzato da SainSara 16:32 giovedì, 17 luglio 2008


Qui sopra torna un plaid di nuvole..


E mi dicono che volerò verso un 37 gradi di luce.


Ci vuole.


In quest’estate strana, uguale e diversa da tutte le altre.


Un angelo nero, vero stavolta, verrà e ci porterà all’aeroporto


E noi via via …via lontano per esplorare e…


dove tutto può sembrare più chiaro


Se guardato a distanza…


7 colli portoghesi…


6 giorni da morsicare avidamente…


5 notti in cui dimenticare per poi aver voglia di ricordare.


 


dopo aver sudato sopra vigne vetrate


plasmato gatti e scritte su magliette


schivato un noioso e nonfaperme lavoro


mangiato gelati memorabili


impacchettato regali come solo me


infilato chiavi filirossi in palloncini azzurri


evitato accuratamente lo studio


riempito di libri la stanza


iniziandoli tutti senza finirne nessuno


scattato foto a occhi lucidi ed epidermidi abbronzate


e suonato le corde della pelle


in abitacoli che ormai sanno più di casa che di mezzi


mondi paralleli, stanze d’albergo


-no, qui non abbiamo bisogno di nomi-


procurato principi d’infarto e scosse di testa


sperato di avere un posto tutto mio dove stare


senza più voci ad alta e cattiva frequenza…


e visto tra una (scarsissima e rarissima) cyclette


o (frequentissima) spaparanzata sul mio castello-letto:


400colpi e Je vous salue, Marie


di Godard che oh non ce la fa…


non si smentisce.


Maledetto lui. Genio.


E poi Barry Lindon (ma non la fine)


Il Dottor Stranamore


E rivisto Arancia Meccanica


(che da “grande” è tutta un'altra cosa)


sospirando un sospirato


-ode a te oh Signore Kubrick-


litigato per infilare un armadio


in una valigia già troppo grande.


insomma dopo tutto ciò….


 


Levo le vesti.


E un piede dopo l’altro.


 


E come ogni anno, quando sarò via compieranno gli anni


21.22


Le due grandi A.


 


Bè…


Auguri a te Anna…


E


Auguri a te Arge…..


In Australia una, in Taranto l’altro.


Vi abbraSSo.


sul lago di pioggia




Au revoir.

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Schizzato da SainSara 20:12 sabato, 05 luglio 2008

sole


Tempo da riempire non ne avevo da tanto


Sole


Mi sfuggiva scivolandomi addosso


Porcellana


Neve riscaldata


Efelidi nascoste


Soffusa ed evanescente


E invece oggi


Sdraio verde sul cotto marrone


Sole di luglio


Luglio…


Strano ogni anno luglio..


in corolle sempre differenti


Ma particolare di continuo


Ogni numero dopo il 200


Di luglio rivestiti.


Sara è appesa a una corda


E la trave non è nemmeno una trave


E le palpebre umide chiudono le pagine


E aprono le bruciature sulla pelle


La mia pelle bianca


Qualcuno disse che stavo meglio cosi


Sotto al  petto in mezzo


Ora c’è una strada


Orizzontale e bianca


E tutto attorno rosso.


Immagini


Fili.


Poi.


Dalle casse scivola Caparezza


Vieni a ballare in Puglia


Puglia


Puglia


Puglia


Resta che non sono andata più a Sud di Sant’Antioco


Pero Lisbona ci sta.  Non vedo l’ora.


Era una crocetta sulla cartina, per forza.


Ci sono sorrisi diversi,


che non avevo mai assaggiato d’estate


c’erano cieli che non avevo mai visto, non così


e poi restano delle cose che mi fanno incazzare..


eppure…


eppure nemmeno le bombe atomiche


riescono a distruggere le Stelle.


E poi


E poi partenze


Silenzi miei che non spiego e non voglio spiegare


Qualcuno non mi conosce ancora bene


Per realizzare che sono così.


Anche cosi.


Ci sono incontri non avvenuti


E anime che vorrei qui con me, sempre.


Persone che vorrei sorridere


Proprio verbo transitivo, non altro.


E mi capitò tra le mani una poesia…


 


pensa a me...


una volta ogni tanto


pensa a me, se posi un piede sul bordo


di un marciapiede sbreccato


pensa a me


anche se hai tutto per riempire la tua esistenza


pensa a me durante i silenzi


che ti piomberanno addosso


come pietre incandescenti


pensa a me,


perché


questo è l'unico modo che abbiamo


per evitare i crepacci


e l'oblio


 


non so se…


ma tant’è.


Auguri e speranze vanno sempre lasciati liberi di galoppare.


Anche le tristezze in effetti.


Non cancellare mai.


Non  chiedere di allontanarsi troppo.

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Schizzato da SainSara 16:19 venerdì, 04 luglio 2008


Surreale vederli insieme…


Cosi come esser lì… così…dopo tanto tempo… su una sedia in seconda fila davanti a una cattedra.


 


C’è che la vita è strana…


C’è la voglia di farcela e le pagine di un sogno finalmente pubblicate…


C’è che gente che non conosco mi conosce,


Ci sono strette di mano…


Ci sono uomini che non l’avrebbero mai fatto,


e altri non così.


Ci sono attimi che ritornano, e il buon vecchio Proust avrebbe di che dire…


C’è che ora ho tra le mani questo libro nero…


E spero…


Gli auguro…


Di non bucare gli incassi quanto forare di brutto il cuore dei lettori, seppur non migliaia… delle grandi persone…


 


C’è che i lettori del mio blogghettino, smascherati o non , e comunque contabili su una, massimo due mani…


HANNO L’OBBLIGO MORALE E CULTURALE E VITALE…


Di leggere questo maledetto libro:



 


 E nelle ore che accompagneranno queste pagine, che Dio sia con voi, o Arge, a scelta.


 


“il capitano mi odiava e Sara era morta. Ecco perché al primo 48 ore marcai visitae mi feci ricoverare all’ospedale militare di Taranto...”


 


 


Un inchino a te. E anche a te.

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