Qui sopra torna un plaid di nuvole..
E mi dicono che volerò verso un 37 gradi di luce.
Ci vuole.
In quest’estate strana, uguale e diversa da tutte le altre.
Un angelo nero, vero stavolta, verrà e ci porterà all’aeroporto
E noi via via …via lontano per esplorare e…
dove tutto può sembrare più chiaro
Se guardato a distanza…
7 colli portoghesi…
6 giorni da morsicare avidamente…
5 notti in cui dimenticare per poi aver voglia di ricordare.
dopo aver sudato sopra vigne vetrate
plasmato gatti e scritte su magliette
schivato un noioso e nonfaperme lavoro
mangiato gelati memorabili
impacchettato regali come solo me
infilato chiavi filirossi in palloncini azzurri
evitato accuratamente lo studio
riempito di libri la stanza
iniziandoli tutti senza finirne nessuno
scattato foto a occhi lucidi ed epidermidi abbronzate
e suonato le corde della pelle
in abitacoli che ormai sanno più di casa che di mezzi
mondi paralleli, stanze d’albergo
-no, qui non abbiamo bisogno di nomi-
procurato principi d’infarto e scosse di testa
sperato di avere un posto tutto mio dove stare
senza più voci ad alta e cattiva frequenza…
e visto tra una (scarsissima e rarissima) cyclette
o (frequentissima) spaparanzata sul mio castello-letto:
400colpi e Je vous salue, Marie
di Godard che oh non ce la fa…
non si smentisce.
Maledetto lui. Genio.
E poi Barry Lindon (ma non la fine)
Il Dottor Stranamore
E rivisto Arancia Meccanica
(che da “grande” è tutta un'altra cosa)
sospirando un sospirato
-ode a te oh Signore Kubrick-
litigato per infilare un armadio
in una valigia già troppo grande.
insomma dopo tutto ciò….
Levo le vesti.
E un piede dopo l’altro.
E come ogni anno, quando sarò via compieranno gli anni
21.22
Le due grandi A.
Bè…
Auguri a te Anna…
E
Auguri a te Arge…..
In Australia una, in Taranto l’altro.
Vi abbraSSo.

Au revoir.

Tempo da riempire non ne avevo da tanto
Sole
Mi sfuggiva scivolandomi addosso
Porcellana
Neve riscaldata
Efelidi nascoste
Soffusa ed evanescente
E invece oggi
Sdraio verde sul cotto marrone
Sole di luglio
Luglio…
Strano ogni anno luglio..
in corolle sempre differenti
Ma particolare di continuo
Ogni numero dopo il 200
Di luglio rivestiti.
Sara è appesa a una corda
E la trave non è nemmeno una trave
E le palpebre umide chiudono le pagine
E aprono le bruciature sulla pelle
La mia pelle bianca
Qualcuno disse che stavo meglio cosi
Sotto al petto in mezzo
Ora c’è una strada
Orizzontale e bianca
E tutto attorno rosso.
Immagini
Fili.
Poi.
Dalle casse scivola Caparezza
Vieni a ballare in Puglia
Puglia
Puglia
Puglia
Resta che non sono andata più a Sud di Sant’Antioco
Pero Lisbona ci sta. Non vedo l’ora.
Era una crocetta sulla cartina, per forza.
Ci sono sorrisi diversi,
che non avevo mai assaggiato d’estate
c’erano cieli che non avevo mai visto, non così
e poi restano delle cose che mi fanno incazzare..
eppure…
eppure nemmeno le bombe atomiche
riescono a distruggere le Stelle.
E poi
E poi partenze
Silenzi miei che non spiego e non voglio spiegare
Qualcuno non mi conosce ancora bene
Per realizzare che sono così.
Anche cosi.
Ci sono incontri non avvenuti
E anime che vorrei qui con me, sempre.
Persone che vorrei sorridere
Proprio verbo transitivo, non altro.
E mi capitò tra le mani una poesia…
pensa a me...
una volta ogni tanto
pensa a me, se posi un piede sul bordo
di un marciapiede sbreccato
pensa a me
anche se hai tutto per riempire la tua esistenza
pensa a me durante i silenzi
che ti piomberanno addosso
come pietre incandescenti
pensa a me,
perché
questo è l'unico modo che abbiamo
per evitare i crepacci
e l'oblio
non so se…
ma tant’è.
Auguri e speranze vanno sempre lasciati liberi di galoppare.
Anche le tristezze in effetti.
Non cancellare mai.
Non chiedere di allontanarsi troppo.
Surreale vederli insieme…
Cosi come esser lì… così…dopo tanto tempo… su una sedia in seconda fila davanti a una cattedra.
C’è che la vita è strana…
C’è la voglia di farcela e le pagine di un sogno finalmente pubblicate…
C’è che gente che non conosco mi conosce,
Ci sono strette di mano…
Ci sono uomini che non l’avrebbero mai fatto,
e altri non così.
Ci sono attimi che ritornano, e il buon vecchio Proust avrebbe di che dire…
C’è che ora ho tra le mani questo libro nero…
E spero…
Gli auguro…
Di non bucare gli incassi quanto forare di brutto il cuore dei lettori, seppur non migliaia… delle grandi persone…
C’è che i lettori del mio blogghettino, smascherati o non , e comunque contabili su una, massimo due mani…
HANNO L’OBBLIGO MORALE E CULTURALE E VITALE…
Di leggere questo maledetto libro:

E nelle ore che accompagneranno queste pagine, che Dio sia con voi, o Arge, a scelta.
“il capitano mi odiava e Sara era morta. Ecco perché al primo 48 ore marcai visitae mi feci ricoverare all’ospedale militare di Taranto...”
Un inchino a te. E anche a te.