Schizzato da SainSara 11:40 venerdì, 18 aprile 2008

Cesi nCesi n




 




Avevo una commissione a cui lavorare,




poi ci ho preso gusto…




e….










La mia prima maglietta autoprodotta che mi tengo, e non regalo e non vendo.




Yeah.




 




.Cesi n’est pas un petit four.








Adorabile, son proprio soddisfatta.








Se siete curiossssi…qui potete trovare le altre ciccionerie made in Sains:




 




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(ah dimenticavo….




…potete commissionarmi la Vostra Maglietta con la M maiuscola, a prezzi modici e consegna ragionevolmente in linea con impegni vari, smottamenti climatici e universitari= )




 




(ringrazio la mia Sis Nabista Anna…per lo slancio creativo infusomi…= )



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Schizzato da SainSara 21:54 giovedì, 03 aprile 2008

Fitte appena sotto il petto sulla destra.
erano smessi i dolori.
Invece tràck, proprio quando son lì a lavare i piatti.
tornano a farmi visita quando vogliono,
sti stronzi.
il fazzoletto bianco
si riempie di rosso
vene deboli mi dico.
deboli solamente.
vorrei abbracciare l'Anna come un tempo sapevo fare
vorrei farla sorridere come prima era naturale.
vorrei tanto non stressare all'ennesima.
interramento o no non so chi votare.
sia di una che dell'altra.
eleggere
e sarebbe meglio che leggessi prima quel che dovrò studiare
soffoco.
appaio
non sono
oppure si
"quel che dicevo non è paura,
è un sussulto che afferra di fronte all'irreparabile
e tira fuori tutte le preghiere"
bottiglie di carta che mi fanno bene
e che sensano il giorno.
non esiste come parola ma mi và così.
Parole d'assurdo
di dolce celato
e non è un dejavù.
qualcuno sparisce
qualcuno ritorna
sono un porto.
vedo lacrime e non alzo un dito
un angoscia solleticata
un palo della metro per abbandonarmi.
Un sospiro di luce:
le ore di emocarelli sono quelle che rendono sopportabile il tutto
perchè sì l'accademia può esser pesante se presa così
ho sbagliato, non si torna indietro
ma non so esser simpatica e tessere relazioni
e se anche è questo il trampolino per partire
o così dicono
se anche non esiste più il bohemienne nella sua soffitta
se anche non posso
non perdo quel modo di vedere le cose...
e t'assicuro che è diverso...
diverso.
non è meglio.
non è peggio.
ma siamo diversi...



Era una bimba piccola
un passeggino troppo grande per il suo esile skyline
occhi commoventi da tanto fossero scuri e profondi
uno sguardo tremendamente triste
l'attaccatura del labbro superiore sporge con una liricità che no, non si può
ciò che però...è davvero sorprendente è che respira.
respira con la manina sulla pancia...
ritmo veloce visibilissimo
tutta la metro colma urlava
lei tace
e mi sono persa su quel movimento
che non solo era divinimperfetto
ma silenzio puro...
minuscolo spostamento di cuore e aria
assurdamente arte.
non so.
questo è.

l'altra era un altro.
così sembrava.
aveva però un insolito cappotto rosso
insolito più che altro per la sua età e il suo sesso.
sulla settantina credo.
si siede da parte a me.
ho un cappottino molto vintage
della stessa tonalità di rosso.
melograno.
anche se il mio ha dei fori da cui filtra luce
o meglio stoffa bianco sporco.
vedo che mi osserva spiandolo dal riflesso del finestrino scuro.
dobbiamo esser stati alquanto buffi.
sì.
in più lui non smette di sfregare le mani,
eppure non fa freddo,
suppongo sia una sorta di tick.
spero.
Romolo, mi alzo...
mi volto
gli accenno un sorriso
occhi chiari che accennano un assenso.
si aprono le porte
scendo.

Ritratti.
impalpabili, corruttibili dal tempo e dall'inconsistenza dell'essere
senza tela ne obbiettivo che resta?
resta.
e c'ho messo la firma.

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