
perchè non ci sono altre parole per questi momenti.
-la vita è questo, una shceggia di luce che finisce nella notte.-
[..]Ci siamo dati appuntamento per
un'altra notte. Sono tornato a trovare
Molly e le ho raccontato tutto. Per
nascondermi la pena che le facevo, s'è
data un gran daffare, ma comunque non
era difficile vedere che ce l'aveva.
L'abbracciavo più spesso adesso ma era
un dispiacere profondo il suo, più
vero che da noi, perché noialtri
abbiamo piuttosto l'abitudine di dirlo
più grosso di quel che è. Con gli
americani è il contrario. Non osano
capire, ammetterlo. è un po'
umiliante, ma comunque, è proprio
pena, non è orgoglio, non è nemmeno
gelosia, né scene, è nient'altro che
la vera pena del cuore e bisogna ben
dirsi che tutto questo ci manca dentro
e quanto al piacere di provare della
pena siamo a secco. Ci vergogniamo di
non essere ricchi di cuore e di tutto
e anche d'aver comunque giudicato
l'umanità più bassa di quel che in
fondo è davvero.
Di quando in quando, si lasciava
andare Molly a farmi comunque un
piccolo rimprovero, ma sempre in
termini molto misurati, molto garbati.
"Sei molto gentile, Ferdinand, mi
diceva lei, e so che fai degli sforzi
per non diventare cattivo come gli
altri, soltanto, non so se sai bene
quello che in fondo tu desideri...
Pensaci bene! Bisognerà che ti trovi
da mangiare quando sarai tornato
laggiù, Ferdinand... E altrove non
potrai più passeggiare come qui a
fantasticare per notti e notti... Come
ti piace tanto fare... Mentre io
lavoro... Ci hai pensato Ferdinand?"
In un certo senso, aveva ragione, ma
a ciascuno il suo. Avevo paura di
ferirla. Soprattutto perché lei si
feriva facilmente.
"Ti assicuro che ti amo, Molly, e ti
amerò sempre... come posso... a modo
mio."
Il mio modo, non era molto. Era bene
in carne però Molly, molto attraente.
Ma avevo anche quella brutta
inclinazione per i fantasmi. Forse
nient'affatto per colpa mia. La vita
vi obbliga a restare un po' troppo
spesso coi fantasmi.
"Tu sei molto affettuoso, Ferdinand,
mi rassicurava lei, non piangere per
me... Tu sei come malato della voglia
di saperne sempre di più... Ecco
tutto... Insomma, devi fare la tua
strada... Di là, tutto solo... è il
viaggiatore solitario quello che va
più lontano... Partirai presto allora?
- Sì, vado a finire gli studi in
Francia, e poi tornerò, l'assicuravo
io con faccia di bronzo.
- No, Ferdinand, non tornerai più...
E poi non sarò nemmeno più qui..."
Non era stupida.
Arrivò il momento della partenza.
Andammo una sera verso la stazione un
po' prima dell'ora in cui tornava
nella casa. In giornata ero andato a
salutare Robinson. Non era contento
nemmeno lui che lo lasciassi. Non la
smettevo di lasciare tutti. Sulla
banchina della stazione, aspettando il
treno con Molly, passarono degli
uomini che fecero finta di non
conoscerla, ma bisbigliarono delle
cose.
"Ecco che sei già lontano,
Ferdinand. Tu fai, vero, Ferdinand,
esattamente quel che hai voglia di
fare! Ecco quel che importa... è solo
questo che conta..."
Il treno è entrato in stazione. Non
ero più molto sicuro della mia
avventura quando ho visto la macchina.
L'ho abbracciata Molly con tutto il
coraggio che avevo ancora nella
carcassa. Avevo una gran pena,
autentica, una volta tanto, per il
mondo intero, per me, per lei, per
tutti gli uomini.
è forse questo che si cerca nella
vita, nient'altro che questo, la più
gran pena possibile per diventare se
stessi prima di morire.
Sono passati degli anni da quella
partenza e poi ancora anni... Ho
scritto spesso a Detroit e poi altrove
a tutti gli indirizzi che mi ricordavo
e dove potevano conoscerla, seguirla
Molly. Non ho mai ricevuto risposta.
Il casotto è chiuso adesso. è tutto
quello che ho potuto sapere. Buona,
ammirevole Molly, vorrei se può ancora
leggermi, da un posto che non conosco,
che lei sapesse che non sono cambiato
per lei, che l'amo ancora e sempre, a
modo mio, che lei può venire qui
quando vuole a dividere il mio pane e
il mio destino furtivo. Se lei non è
più bella, ebbene tanto peggio! Ci
arrangeremo! Ho conservato tanto della
sua bellezza in me, così viva, così
calda che ne ho ancora per tutti e due
e per almeno vent'anni ancora, il
tempo di arrivare alla fine.
Per lasciarla mi ci è voluta proprio
della follia, della specie più brutta
e fredda. Comunque, ho difeso la mia
anima fino ad oggi e se la morte,
domani, venisse a prendermi, non
sarei, ne sono certo, mai tanto
freddo, cialtrone, volgare come gli
altri, per quel tanto di gentilezza e
di sogno che Molly mi ha regalato nel
corso di qualche mese d'America.[..]
Luis Ferdinand Celine
Viaggio al termine della notte.
Ci sta, ci sta eccome.
ma…
i colori non sono inganni.
forse profumi e sapori dolci per digerire meglio la pillola, certo..
sviate per non soccombere in questa vita...
MA...
sono veri.
sono onesti, non tutti ok...ma
sai, esistono indipendentemente dal fatto che noi li usiamo o meno per "consolarci".
loro SONO e basta.
ci sono colori che non solo campiscono le zone di grigio,
andandoci sopra superficialmente...
ma SORGONO negli interstizi laddove il cemento pare esser più forte.
…hai mai visto una bocca di leone spuntare da un buco del marciapiede?
uno screzio nell’iride allagata?
una macchia rossa su un vestito pettinato?
colori
e questa sarà una mia convinzione ...
ma è quella che mi permette di continuare…
e scovare proprio quelli che sanno di VERO.
Certi corpi, certe anime sono colori.
Alcuni fasci di luce,
alcuni pigmenti.
Fuggono
Macchiano.

E come disse lui, che in fondo non ha nemmeno avuto tempo per conoscermi….
…a te piace mascherarti….
Forse per una volta ci aveva preso.
E alla fine sono scesa in strada e sono andata…
Ritrovando una certezza semplice ma incantevole…
Finchè ci saranno gli Hello…
Finchè ci saranno loro…
Quei cuccioli esplosivi…
Finchè ci saranno i loro colori e i loro sorrisi…
E finchè ci sarà gente come lei a donar loro una luce,
con poco…con un gesto, una carezza d’aria leggera…
allora…
allora tutto andrà meglio.
E ancora si potrà credere nelle fate…
E sperare…
Sperare.
Dovè dunque la realtà?
Di fronte o di profilo?
Ma soprattutto cos’è un oggetto?
Forse un oggetto è un legame
che ci permette di passare da un soggetto all’altro,
di vivere in società, di strare insieme.
Ma poiché i rapporti sociali sono sempre ambigui
E il pensiero divide così come unisce
E le parole uniscono per quello che esprimono…
E separano per quello che omettono,
un grande abisso
che separa la mia certezza soggettiva
dalla verità oggettiva degli altri.
Poiché so di essere colpevole
Anche se mi sento innocente
Perché ogni evento trasforma la mia vita quotidiana
Poiché sbaglio a comunicare, a capire.
Ad amare o esser amato.
Poiché ogni fallimento mi confina nella solitudine
Poiché non posso sottrarmi
all’obbiettività che mi schiaccia…
né alla soggettività che mi esilia.
Poiché non posso innalzarmi fino all’essere,
né cadere nel nulla…
devo ascoltare, devo guardare
intorno a me più che mai…
il mondo, il mio simile, mio fratello.
Guardo il mondo,
oggi che le rivoluzioni sono impossibili,
minacciato da guerre sanguinose,
dove il capitalismo perde la certezza dei suoi diritti,
e la classe operaia rinuncia ai suoi,
dove le conquise folgoranti della scienza
fanno del futuro una presenza ossessiva.
Il futuro è più presente del presente…
E le lontane galassie sono alla mia porta.
Guardo i miei simili, i miei fratelli.
Dov’è l’inizio? L’inizio di cosa?
Dio creò il cielo e la terra.
Certo. È comodo e facile.
Cosa posso die di più?
Dire che i limiti della lingua sono quelli del mondo,
che i limiti della mia lingua
sono quelli del mio mondo,
e che parlando limito il mondo, lo finisco.
E quando la morte, logica e misteriosa, romperà questi limiti…
Non ci saranno né domande né risposte, tutto sarà confusione.
Ma se le cose avranno contorni netti,
non sarà grazie alla rinascita della coscienza.
Tutto deriva da questo.
[Jean Luc Godard, da “Due o tre cose che so di lei”]

-Perché sei venuto qui Michelle?
-Io? Perché ho voglia di far di nuovo l’amore con te.
-Non è un buon motivo direi
-Invece sì. Vuol dire che ti amo.
-Ma io non so mica ancora se ti amo.
-E quando lo saprai?
-Presto.
-E cosa vuol dire presto? Tra un mese? Tra un anno?
-Presto vuol dire presto.
-Ahhhh…le donne non vogliono fare dopo 8 secondi quello che sono dispostissime a fare dopo 8 -giorni.. mentre è lo stesso…8 secondi 8 giorni….in fondo anche 8 secoli.
-8 giorni è meglio
-Si, no….le donne amano le mezze misure…a me questo mi deprime.
-Ti sei arrabbiato quando sono scappata?
-No…ma ero furioso perché ero triste. Non è tanto bello addormentarsi quanto svegliarsi accanto a una ragazza.

-Dicono che non esista un amore felice, ma è vero il contrario…c’hai pensato? È il contrario non esiste un amore infelice, gli amori sono tutti felici, ma io sono indipendente…io sono superiore a te… tu sei suonata…non sta in piedi il tuo ragionamento…è come le ragazze che si concedono a tutti…e non vogliono farlo con l’unico uomo che le ama…col pretesto che si son concesse a tutti…tzk…

-Non so se non sono felice perché non sono libera
o se non sono libera perché non sono felice.
…Ho pensato una cosa...
-Cosa?
-...esito.
- Esiti a far che?
- Che domanda, se lo sapessi non esiterei!
- Signor Parvulesco, qual è la sua più grande aspirazione nella vita?
- Divenire immortale, e poi... morire.
[da “Fino all’ultimo respiro” di Jean-Luc Godard,1960..
un capolavoro, la sua opera prima.
Basta …ho deciso che ho voglia di vedermi tutta la sua filmografia….]