
Esistono lavori che nascono nella testa ad un tratto
Ci sono lavori che rimugini da un po’…
Concetti che vorresti comunicare
Esprimere come sai…
Eppure così difficile
Eppure un modo a pennello necessita
Lavoro
trabajo
Lavori
Sedimentano …
Si nutrono del tuo tempo
Vanno ristorati
Accuditi…
Per farli crescere
Per farli risalire la corrente
Per metterli alla luce…
in modo che possano poi camminare da soli
con le loro ali.
Ci sono lavori che alla prima non funzionano…
Indipendentemente da quel che dice quell’uomo.
È chiaro…
Ci sono lavori per cui è necessario un aiuto
Uno di quelli radicali,,,
esplosivi…
E poi c’è lei che casca perfetta
Con la sua figura esile ma così incisiva
Lei così eterea ma passionale
Leì così elegante e musicale
Lei che non si tira indietro…
Le che si mette in gioco…
Lei che toglie ogni veste e paura…
ogni dubbio e punto interrogativo
su qualcosa che…
Bè…
È difficile considerare Arte….
È rischioso…
È prematuro
Eppure…
Eppure si sente un senso di Lei….
Si sente eccome nell’aria.
Respirare la creazione….
Vederla nascere sotto i tuoi occhi…
Vederla plasmarsi
Come resina sottile …via via più corposa
Vederla colorarsi interamente
Come acqua tersa che si riempie del soluto
Uno spettacolo
E allora non puoi che ridere…
Ridere della freschezza con cui certi incanti avvengano
Ridere di gioia per sentirsi così fortunata…
Ad aver accanto una ninfa accondiscendente come te!
^___^
Hihihihih….
Grassssssssie Astro mio.
[e scusa per il freddooooo…
se il tuo raffreddore peggiora è colpa mia!: ( sigh]
Colore…
colore sulla pelle
Veleno
Gravemente nuoce, dicono
Ma che importa?
In fondo così si nasce
In fondo non puoi cambiare
Le carte
Le ha giocate la volta celeste
Tanti anni fa
Tante lune piene ancora in là
Inchiostro a rigar le venature
E non và più via
No
Un po’ come certe immagini…
Un po’ come certe sere
certe macchine
certi respiri
certe parole sospese
e violini a rimar battute.
Non va più via
Si sfiora
si sfrega
si appisola sul pavimento
Per tentare di lavar via
Una natura che non sente sua
Ma solo
In certi attimi
In certi angoli di cielo
In certi spazi di nebbia
In certe scelte che ormai son asciutte
Natura eterea e incostante
Che l’accompagna dalla nascita
Tu non sei
Tu non vuoi…
Eppure…
Eppure così hai disegnato il tuo passo
O l’hanno fatto per te
Eppure
Eppure
Se fossimo più consapevoli di noi stessi
Eppure se capissimo che la realtà
La creiamo noi,
noi stessi…col nostro pensiero
col nostro guardarci allo specchio….
Sempre in corsa per cercar un Sole
A cui lanciare il suo sguardo
eppure se fossi più vicino,
e se tu fossi più giovane
se fossì più libero
e se tu fossi più attento
se fossi più coraggioso…
No, non è con i se
che si plasma l’argilla
non è con le utopie
che vedrai il sogno comporsi.
Dicono che lei ha paura…
paura di rischiare
paura di esser felice.
Eppure le basterebbe che un Sole
La convincesse a non togliersi il colore di dosso.
<

[on air: Dancing di Elisa,
instancabilmente solo…esclusivamente]
-Sensibile , troppo, dicono.
-È vero…pure secondo me, troppo.
-Mi lascio affascinare facilmente in effetti…
-mmm affascinare.. sembra una cosa bella...
“non dai fastidio.. sembra che sei davanti a un documentario
mentre in effetti.. è una bestia che stai cercando di comprendere
e non c'è Piero Angela a spiegarti perchè faccio cosi
e sinceramente a volte…non lo so nemmeno io…”
io mi sento fuori dal mondo..
e tutto scorre più veloce…
già
mi sono persa un sacco di cose…inseguendone altre che…
che…
bah…
chissà…
giochiamo con la sabbia..
sai?
lo facciamo da quando siamo bambini…
la impastiamo con qualcosa di vitale e cristallino…
come l’acqua…
è innocente lei,
non può macchiare…
il castello resisterà…
non è corrotto…
il castello non può sporcarsi con la realtà…
ci costruiamo i nostri paradisi perché…
perché il vero inferno è il vuoto
che giorno per giorno ci smangia dentro…
abissi…
angoli…e 4 mura strette…troppo strette
noi…
noi esuli nella notte
noi così fragili
noi così bisognosi d’amore…
almeno un poco…
in tutte le forme in cui lo possiamo immaginare…
disegnarlo..in qualsiasi modo…
qualunque forma e inclinazione
noi..
noi che abbiamo bisogno
di credere che esista ancora qualcosa
aldilà delle distanze
aldilà delle costrizioni..
delle situazioni
delle età
delle suture sbagliate
delle istituzioni
delle previsioni e degli oroscopi
aldilà dell’immondizia
aldilà degli schermi illuminati
aldilà di quel qualcosa che ci fa dire:
noi dai, non si può, non è possibile…
aldilà del…”non puoi darmi ciò che cerco”…
noi che restiamo sospesi…
noi che viviamo di lacrime
che iniettano inchiostro nelle vene
noi che abbiamo bisogno di ridere
e di trovare chi può permetterlo
con poco
con naturalezza
con amore..
noi…
noi che aspettiamo solo di sapere come muoverci…
guardando all’insù
sperando che una cometa ci illumini il firmamento..
noi…
in fondo…
in fondo ci basterebbe quello
e tutto tornerebbe a girare e acquistare senso.
..come dice Ameliè, in fondo,
“è meglio consacrarsi agli altri…
che curarsi di un nano da giardino.”
Eh sì…
Fosse per me..
ti metterei in tasca….
Giorni sospesi
Giorni tamponati con la nebbia
Giorni in cui si dorme poco e male
Ma la mattina…a parte gli occhi nel piattino
C’è un non so chè di strano…diverso.
Eppure è riniziata la tiritera
Eppure certe cose si allontanano sempre di più
Eppure il malanno tra le mura, manca l’aria.
Eppure cose che non puoi controllare
Eppure bacchette che non funzionano…
Eppure il freddo fuori…
Ma…
Esistono canzoni che ti fanno ancora piangere
Ma in modo speciale, sospeso.
Esistono ancora battiti nel petto
e il trattenere il respiro.
Esistono dita a rimeggiare balletti
Esistono attimi in cui ti senti ancora accarezzata
Esistono silenzi in cui ti lasci guardare
Perché tu lo sai, che ne hai bisogno…
E di un bisogno che fà quasi paura.
E non sai se è vero o no.
Ed è pericoloso abbandonarsi…
Pericolo di cominciare passi
Che non potrai succedere,
che non potrai portar avanti,
lo sai già da ora che non puoi…
...calamita di sogni impossibili...
eppure
-Perché lo facevo?
Il pubblico conosce la verità
Il mondo è semplice miserabile…solido, del tutto reale.
Ma se riuscivi a ingannarli…
anche per un secondo…
allora potevi sorprenderli.
e allora, allora riuscivi a vedere qualcosa…
di molto speciale..
…
davvero non lo sai?
…
era quello sguardo sui loro volti.
Promessa…
Svolta…
e…
Prestigio.
Ora voi state cercando il segreto…
Ma non lo troverete…
Perché in realtà…
Non state davvero guardando.
Voi non volete saperlo.
Voi volete essere “ingannati”-
(The Prestige – C.Nolan)
Gira la carta un’altra volta,
un’altra volta ancora.
Sono arroganti,
Sono presuntuose.
Sono complesse
E più di un cubo di Rubik
Centuplicate la difficoltà
Quando si tratta di donne.
Abbandonate le speranze
O voi che entrate…
Perché è così che siamo.
Fragili e provvisorie
Se voi ce lo permette
Eterne e assolute
Se tra le vostre stoffe ci lasciate restare
Accucciate nel tempo e nello spazio
Tende che poi diventan capanne
Lasciamo che la notte canti per noi…
Siamo più belle al chiaro di luna
E lo sappiamo, ci lasciamo aiutare.
Rincorriamo i nostri sogni più veloci
Perché sappiamo che dopo la Mezza
Non avremo più la magia dalla nostra
Perciò non c’è tempo
Per respirare
Non c’è paura se
Ci rendiamo conto di non esser sole.
Non c’è buio
Se all’orecchio sussurrerete
E con le dita nervose ci prenderete
Non c’è inganno
Se ci scorgerete gli occhi venati
E li vedrete brillare per voi.
Eppure così mascherate per difesa
Eppure così malinconiche se il vento è lì fuori
Eppure così cattive, se ci mettiamo…
Così serpi e tentatrici e muse senza controllo
Eppure
Riusciamo a strappare dall’abituale
E catapultare la percezione su altre frequenze
Eppure siamo sempre lì….
Anche se non ci scorgete…
Anche se facciamo le preziose..
…
Se qualche astro crolla del cielo.
Sempre lì.
E saremmo pronte a salire su qualsiasi cosa
Che ci porti ai confini dell’universo
Sollevandolo, se necessario.
Cielo grigio
Palla di vetro capovolta e tutto turbina
I tetti all’interno della mezza sfera ricoperti.
dalla farina che galleggia nell’acqua trasparente.
Nuovo anno pare…
2008…
iniziato come una sedicenne alla sua prima sbronza
iniziato un po’ incoscientemente
tra le braccia di amici pazienti, stelle e sorelle
e nessun angelo, nessun lupo e nessun principe.
Va bene, va bene così….
iniziato con le carezze semplici..
ma sincere.
Iniziato tra le risa e le frasi che non ti scordi
Iniziato con piccoli gesti che ti fanno pensare.
Iniziato in musica, iniziato con un MACchino coccoloso
Tutto mio sopra le mie gambe incrociate..
Iniziato con tante cose da fare e quasi nessuna iniziata
Poco tempo prima del nuovo giro di ruota..
Ma ce la si fa…
Ce la si fa sempre, no?
Maccerto.
Sento profumo di nuovo…
Sarà perché il sole lo intravedo lo stesso lassù
Dietro quei nuvoloni di lana.
Sarà perché mi và di ricominciare tutto da capo.
Sarà perché voglio ritrovare la me un po’ bimba
E guardare come sapevo.
e…voltata la pagina del calendario…
Il mio augurio per il nuovo viaggio:
Chissà se avete mai sentito questa storia:
C'era un bambino che chiamava le persone gli 'hello';
i ciao.
Quindi non diceva: 'guarda quell'uomo',
ma diceva invece: 'guarda quello hello'
o diceva: 'è venuto uno hello',
'c'è uno hello alla porta'.
Il motivo era semplicemente
che sentiva suo padre dire alla gente: “Hello”.
Se si dice tavolo a un tavolo e sedia a una sedia,
allora quelli a cui si dice “hello” devono essere gli Hellos.
Quello che mi piace di questa storia è che gli Hellos
sono molto più simpatici de 'la gente'.
Mi sembra che gli Hello siano molto più dotati
delle qualità semplici e comuni di un uomo.
Gli Hellos sono una sorta di speranza.
L'unica cosa che devi fare è diventare un hello.
E' semplicissimo: basta guardare le cose con occhi nuovi.
[spot fiat.
la adoro.
ecco... quando anche le pubblicità son fatte bene....
ll testo è tratto da un racconto di Peter Bichsel]