Schizzato da SainSara 22:22 martedì, 27 novembre 2007

e riecheggeranno le nostre risa

Ed oggi ho riso.

Ho riso per davvero..

Ho riso fino a farmi male

Ho riso di continuo

Ho riso dimenticandomi di tutto

Ho riso in modo liberatorio

Ho riso…

e…accidenti se sono riecheggiate le nostre risa in questa giornata io e te.

Per le strade

In quell’aula gialla nabesca con i Mac fighetti all’ultimo grido…

In quel capannone infinito e gelido, laboratorio di folletti e brillantini e rossi e verdi e…

 

 

E so anche che se non accadeva più da tempo,

troppo tempo..

era…

era un po’ per colpa mia.

Un po’ tanta.

Lo so.

 

E so..

Che se oggi ho riso..

Non è stato per il pino della Fiorucci con il BabboNatale perverso e le due donnine nude sulla neve…a cui abbiamo messo mano[o meglio la sottoscritta t'ha obbligato a toccare] e tentato di boicottare inciccionendo le bagascie e dipingendole a nostra immagine e somiglianza (quasi…molto quasi)

Non è stato per il granbuonvecchio Beppe che incassava i miei innocenti insulti sempre col sorriso e faceva il brillante coi suoi occhialini neri e i capelli spettinati e…

Non è stato per i due simpatici baldi giovani che ci hanno allietato della loro presenza lavorando a due nuovi pini, per Golia e ...."sono finteeeeeeeeeee!"...  sì ok ...grafica stampata...mica pazienti amanuensi come noi ...ma facevano il loro porco effetto nè...=)

Non è stato per il nostro amico teletabbis AttilioTono che s’avvicina e con voce divertita mi fa “si dai, dopo la babba natale puoi dipingere le donnine tranquilla…”

Non è stato per la rassegna “bei vedere” incontrati nel nostro tragitto, con conseguenti miei sospiri estasiati e relativi tuoi pugni sulla spalla…

Non è stato per Cipolla che sogghigna un po’ per le nostre erudite conoscenze sul montaggio e FinalCut…

Non è stato nemmeno per la puzza di formaggio inenarrabile in metro…

 

Oggi…come non facevo da tempo…

Ho riso.

Ed è stato per TE.

 

Perciò…

Perciò un semplice grazie non serve, non basta.

 

Nemmeno un scusa per aver chiuso le orecchie,

e pure gli occhi…tutte quelle volte…

troppe volte.

 

Nemmeno un ti voglio bene messo qui…e troppo spesso poco dimostrato in concreto…

 

Perciò..

Per ora inizio a scaricare la lista delle canzoni che mi hai chiesto.

^ ___ ^

 

 ….da Colei che eccede, colei che urla, colei che ride e fa rumore

Colei che…”mamma mia sei impossibile!

Questa è l’ultima volta che lavoro con te!!”

Muahahahahahahaha...= )

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Schizzato da SainSara 15:35 domenica, 25 novembre 2007

Giorni fa era un giorno qualunque.

Il cielo grigio e una mattina stanca

Sguardo sazio ma sempre in cerca di qualcosa

Allora era un giorno tranquillo

Non era ancora successo

Non avevo ripreso in mano i pennelli

Non avevo ancora commissione

Non avevo ancora pianto

Non avevo ancora sperato

Non avevo ancora atteso

Non avevo ancora urlato contro il cielo

sedevo su quei sedili ammuffiti

davanti a me c’era un uomo con gli occhi azzurri,

ma non chiari

non brillanti

semplicemente lì così…

trasparenti.

Guardava e…

Pareva guardare oltre

emanava una sorta di malinconica energia

un fascino esotico, bruno

Un po’ d’autunno.

Poi…

Un uomo sulla quarantina,

quasi completamente stempiato

e poche pianure grigie ai lati

la fede al dito e il Rolex al polso nervoso

si sedette di fronte a me

coprendo il campo visivo dell’altro.

Portava una camicia a righe blu-azzurre

E Sotto un gessato scuro..

una cravatta arancio sporco stretta troppo.

Stringeva un gigantesco libro

copertina mimetica, senza macchia alcuna,

Ken Follett, da buon pendolare annoiato.

Aveva gli occhi scuri,

illudevano d’esser svegli e vispi.

Proprio quelli

Di lì a poco

mi avrebbero confermato

Che…

Quell’uomo sapeva appartenere

In modo scandito e regolare,

ad un’altra dimensione.

Non c’avevo fatto caso prima

Nelle mie fisse, nelle mie istantanee

tento sempre di non dar nell’occhio eccessivamente

Di non fissarmi per troppi attimi continui

Invece poi… incuriosita

Lievemente stupita, m’accorsi che…

Ogni 11-12 secondi

gli cascavano regolarmente le palpebre.

Non riusciva a tenerle su

Hey, non era sonno, no

non aveva l’aria stanca

era evidente

una cosa stranissima

non cercava nemmeno di opporsi,

quasi rassegnazione nel suo sguardo aperto

che attendeva solo il prossimo black out,

Era come se

ad ogni step

il suo cervello staccasse la spina per un secondo

via un secondo dal mondo

-quasi non potesse più sopportare

tutto questo peso addosso-

come se

un tuffo nel buio

le persiane cedessero

e si riaprissero

ma

non prima di aver preso aldilà

un ansiolitica e convulsa boccata d’aria.

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Schizzato da SainSara 19:53 domenica, 18 novembre 2007

untitled

Vediamo solo quello che riteniamo possibile.

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Schizzato da SainSara 21:38 venerdì, 16 novembre 2007

Ci sono quelli poi che rideranno

Ci sono quelli che …“lo sapevo io”

ci sono quelli che si dispiaceranno

ci sono quelli che consoleranno

ci sono quelli che non se lo spiegheranno

ci sono quelli che non sapranno che direfare

ci sono quelli che “suvvia dai,non è niente,si và avanti”

 

facile quando non capita te

pittoresco da raccontare

scontato quasi, se ci si guarda intorno

 

ma il fatto è che…

 

a me

 

un ago che resta incastrato nel petto

 

avrebbe fatto meno male.

 

E io…

Io credevo

Io speravo

Io lottavo per darmi all’ennesima

Nelle mie forze

Nelle mie capacità

Nelle mie aspirazioni…

Perché?

Perché bo…mi sentivo così…

Percezione…

Era il mio…

Era il momento…

 

Invece…

Invece.

 

Ed ora dico solo che…

Avrei solo voluto un po’ più tempo…

Almeno un altro pò..

Un'altra possibilità?

No..

Solo Tempo…

Solo spazio…

Solo attenzione…

Avremmo fatto insieme cose che..-

 

Avremmo smontato e rimontato castelli

Avremmo aspettato il sole prima di addormentarci

Avremmo urlato di gioia fino all’alba

Avremmo corso in quel verde

E cercato il fiore anche sull’asfalto

Avremmo viaggiato anche stando fermi

Avremmo riso fino a farci male

Avremmo scacciato l’inverno insieme

Avremmo imparato a nuotare

Avremmo imparato a cucinare

Avremmo imparato a non ferirci

Avremmo volato…te l’avevo promesso

 

Ma

 

Non ho avuto modo di scoprire tutti miei numeri

Tutte le mie magie

Tutte le mie sfumature..

 

E sarò anche insicura ma

credimi..

Sono tante..

E …non finiscono qui.

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Schizzato da SainSara 21:45 martedì, 13 novembre 2007

dipingendosi...Vorremmo solo che quel qualcuno

ci pigli di sorpresa

Ci porti a sé, al suo petto

E chiudendoci leggero gli occhi

Ci disegnasse i contorni del viso

solo con la punta del suo polpastrello

un soffio lieve..

percorrere  tutte le nostre increspature

le curve…le rientranze….gli aggetti…

seguire le linee…disegnarle…

e così all’infinito

quasi come se

la nostra pelle fosse tela

e le sue dita pennelli

ad abbozzarci…per poi campirci

e dettagliarci…

lasciandolo fare, restando inermi

sotto così magica e misteriosa danza

vorremmo rimanervi

per non riaprire gli occhi

e accorgerci che forse

è stato tutto un grande sogno

vorremmo lì restare

perché la condizione del nostro essere

non è quella della solitudine

non lo è mai stata

e questo non deve comportare l’accontentarsi

ma instancabile e affannosa e ricca ricerca

verso quel punto

in cui gli aculei si incastrino in modo

da non staccarsi con un semplice cambio di vento

in modo da non soffrire

e non recar dolore

mai più…

 

non ancora..

non svegliarti…

resta qui con me…

resta sul mio ventre ancora un po’

 

solo il tempo di…

 

un ultimo incantesimo

il volo decisivo

un pensiero felice

la chiesetta rossa in mezzo al verde

-se mi stendessi qui, se solo mi stendessi qui
ti stenderesti con me e dimenticheresti il mondo?-

le parole scritte

e quelle sussurrate

quel foglio bianco filigranato

quel cilindro pieno di matite colorate

la croce di legno

trecce di dita e fili d’erba

quando il sole è ancora caldo…

e allora non aprire gli occhi

non è tardi

abbiamo tempo

non alzarti

resta qui..

ancora un secondo…

riavvolgi il nastro

carica il carillon…

ritorna a quella finestra

e torna a guardarmi dall’alto

aspettami

aspetta che io salga quelle scale

aspetta che varca quella porta…

 

sliding doors.

 

Capirai che il cielo è bello perché
in fondo fa da tetto a un mondo pieno di paure e lacrime
E piangerai, oh altroché!

 

Ma dopo un po' la vita ti sembrerà più facile,
e così fragile, ricomincerai…

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Schizzato da SainSara 18:30 sabato, 10 novembre 2007

Viviamo in un mondo

in cui ciò che vediamo

è solo la punta di un iceberg.

Solo la punta.

 

Versa le tue lacrime nelle mie piaghe

Saprò serbarle

E mi aiuteranno a rimarginarle

 

E tu donati

Sporcati i palmi

Non aspettare domani

Potrebbe essere tardi

 

Non ignorare quando una donna piange

Non correre sempre dritto

Non pensare che ti sia dovuto tutto

 

Osserva e apri quelle braccia

Alzati e scopri che c’è tutto un mondo là fuori

È troppo piccola la tua verità

Per pretende che sia l’unica.

 

Alleggerisciti

Ferisciti, se serve

Per sgorgar fuori

Chiudi gli occhi

Immagina

Viaggia

Incuriosisciti

 

Spera

 

Concediti intero

se sai che sarà lei

la tua salvezza.

 

Chiedi

Non soffocare

Ma aspettala, cercala, accarezzala.

 

È troppo poco..

Troppo poco il tempo che ci è concesso

 

Troppo veloci i treni…

Non perderne più di due.

 

Potrebbero non tornare.

 

Origami

Che svolazzino nella tua stanza

Prenditi il tempo…

Il tuo.

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Schizzato da SainSara 22:20 giovedì, 08 novembre 2007

Quando trova senso alzarsi e viaggiare verso quelle aule e ascoltare…

 

 

La percezione non è coincidenza delle cose bensì…interpretazione.

 

Per cogliere le sfumature ci vogliono le parole

La parola offre alla percezione uno strumento per significarsi.

 

Il primo senso che sviluppano i neonati è il tatto.

I neonati che nei primi giorni di vita non vengono accarezzati muoiono, e i rarissimi casi che sopravvivono presentano grossi traumi.

 

La differenza tra gli esseri umani e gli animali…è che i primi provano desideri, i secondi appetiti.

 

La felicità è legata all’uso delle nostre più preziose facoltà.

 

Il vero senso della vita non è stare dalla parte della conoscenza,

ma quella del mistero.

 

...e crescere...

e srotolare l'orizzonte..

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Schizzato da SainSara 17:28 sabato, 03 novembre 2007

onde..le lacrime si confondono in mezzo a tutta quest’acqua, sai?

Nessuno mi vede

Nessuno può sentirmi

Se resto un po’ qua sotto.

La vasca è piena

e fredda la porcellana

solo il mio corpo ad aderire

l’acqua non abbastanza bollente per avvolgere

mi si scioglie il trucco

e mi sanguina il labbro inferiore…

devo smetterla di morsicarmelo.

 

-Le scomparse posso avvenire nella scienza.
Le malattie possono scomparire improvvisamente. Tumori che se ne vanno. Apriamo qualcuno per scoprire che il cancro se ne è andato.
E' inspiegabile, è raro, ma accade.
Noi la chiamiamo misdiagnosi, diciamo che non l'avevamo mai visto prima, qualsiasi spiegazioni ma non la verità. Questa vita è piena di cose che scompaiono.
Se qualcosa che non sapevamo di avere, scomparisse, ci mancherebbe?

 

Come ho detto, le scomparse possono avvenire.

Il dolore svanisce, il sangue smette di scorrere, e le persone, le persone scompaiono....

Avevo altre cose da dire, così tante cosa da dire, ma ...

Io

Io sono scomparsa-

 

La follia

La malattia

L’ansiolitica contraddizione mia

E l’acqua sopra a pesare

Ma riuscirò a venire a galla…

Con le mie sole forze…

Resto qui solo un poco…

Solo il tempo di lasciarmi morire un po’…

Cullata dalle onde.

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Schizzato da SainSara 18:37 venerdì, 02 novembre 2007

Si…lo so

una traditrice

Una puttana traditrice sono stata.

L’ho lasciata..

Abbandonata..

Mi sono data a tutto il resto..

Sono andata con tutti. Tutti gli altri.

Mi sono concessa il mio tempo

Mi sono data agli “impegni”

Ai doveri

Mi son consegnata alla mia macchina fotografica

Al mio pc..

Ai fogli di word

Ai fogli del moleskine

Mi son venduta al diavolo e ai miei stupidi vizi

mi son messa in testa

possibili istallazioni e performances

Peraltro irrealizzabili

Ho immaginato grandi tele di olio ed acrilico

Ho compiuto passeggiate dada

Ho viaggiato a braccetto con la filosofia situazionista

Ho indagato e cercato nuovi orizzonti

Ho cercato carezze

Ho voluto amici

Amori…

E

Lei..

Lei l’ho dimenticata..

Relegata nell’astuccio…

Eh…l’astuccio…

 

Invece..

Invece ora per necessità..

per l'entusiasmante nuovo corso di illustrazione

e quel folle professoide dagli occhiali giga e neri

Son tornata strisciando da lei…

In ginocchio

Implorandola di darmi ascolto

Di nuovo

ancora

E maledizione lei era lì...

Sempre lì

Inerme ma divina

A guardarmi storto…

E pensare

“mò son cazzi tuoi”

invece..

invece poi tra le mie mani

è tornata quella di un tempo..

quella che non mente..

non tradisce

che si lascia guidare

e se sbagli e non viene come volevi

è solo colpa tua

che c’entra lei?

Ed eccola ancora lì tra le mie dita

S’è lasciata

Riprendere

possedere

Perfetta e assoluta

Si è sentita apprezzata…

Voluta

 

E compagna nel creare nuovi mondi

Nuove terre

Nuove linee a plasmare il mio animale

A cercare di rifuggir la realtà…

Perché lei c’è

C’è sempre

Lei è semplice

Non pretende

Non tradisce…

Quando sei sola nella tua stanza

Quando gli altri son troppo occupati

O la tua testa troppo piena e malandata per uscire

Quando fuori impazza il vento e in cucina la solita solfa

Lei c’è…

non è troppo occupata per altro 

è solo tua, per te

È lì sul tuo tavolo

Non serba rancore

Fedele come solo lei…

Mi perdona

E

Aspetta paziente

Di finir ancora tra le mie mani

 

d’esser artefice veicolo di qualcosa

grande o piccolo

banale o profondo che sia...

di prender vita. in me.

con me.

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