Non sono buona come si può pensare.
Non sono paziente
Non so perdonare istantaneamente
Mi lego le dita
Mi apro il petto, me lo morsico…
Mi strappo il cuore per donarlo
Ricevo qualche caramella ogni tanto
Apro la mano, l’allungo…
Versano sale
E qualche amore
In forme che non so spiegare
qualche volta nascosto
qualche volta non mi basta.
Non mi basta arrivare dopo.
Potrei chiudere gli occhi
E avanti passare
E ridere e uscire..
Giocare col vento
E con tutti i buffoni che ho accanto,
e credimi
non mancano.
Potrei,
Invece che piangere lacrime non degne
Invece che mettermi la maschera broncio
Invece che sentirmi piccola
Invece che esigere solo quello che
pareva cristallo.
Ok
Non sono fatta per la terra.
È inutile che mi ostino
a impacchettarmi con fiocchetti.
E carta argentata.
E pretendere che il regalo sia gradito.
Piccola serpe avvelenata.
Con ali neri e trasparenti
E il sorriso di iena.
Ecco.
Avvertiti.
Liberi di scappare lontano…
Forse.
Adoro le parole
Le desidero…
Le amo..
Le voglio..
Le voglio possedere…
Le voglio ascoltare..
Le voglio uscite da te…
Le voglio sentire scritte
Le voglio appuntare
Le voglio gustare
Le voglie mie, le voglio vostre
Le voglio scoprire
Le voglio sempre quando misentosola
Le voglio inventare
Le voglio sorprendere
Le voglio buttar in aria e aspettar che cadano
Le voglio respirare
Le voglio ricordare
cucire su di me
farmici vestiti…
frantumare…
farne dei coriandoli
soffiarle vie
raccoglierle
riporle in quel sacchettodivellutoblu
le voglio intorno…
dentro..
sopra il mio corpo..
tatuate poi smacchiate via
per far posto ad altre
nuovo valzer…
ma poi…
quando fuori, tutto piove sull’asfalto
quando le dita allacciano la tazza di tè
e percepisci il calore propagato
quando solo il silenzio sà,
sussurrando il niente
plasmando il tutto
non hai più inchiostro da trasfusione
non hai più caratteri ne bianche schermate
e aspetti
e t’accorgi…
che certe cose non si possono dire, no
non sei capace
perché?
Perché non lo si deve spiegare
Aprendo la bocca o impugnando la penna
Nemmeno trotterellando sui tasti…
Non si possono raccontare
Non puoi dirle..
Respiri…
Orecchio sul petto..
Ascoltando i battiti
…
tum tum tum
che si confondon col tuo…
e nessuna più parola.
Solo un mimo in piazza grande
dal viso completamente bianco
e una lacrima nera sotto l’occhio
solo cerchi nell’etere
e silenzi ancestrali
solo occhi riflessi…
solo aria...
che chi sa librare...
...
mi ha raggiunto dentro,
laddovè si può.
Sara
Spari
sparisci
stellicidio…
Ed è già inverno
Ed è già inizio
Ed è già fine
È mani che preparano pacchetti e contenuti
E nastri…e i polpastrelli sporchi di viola
E tramare per farla sorridere, ancora una volta.
E ritrovare, per caso,
e riabbracciare il mio peluche di quando ero bimba
Quella coniglia bianco latte
e stringerle ancora la cuffietta tutta rosa fiorellini
E occhi che non si scollano dallo schermo
E orari nabeggianti un pò sconvolgenti
Quest’anno, già, un nuovo anno..
E incastri per venire da te
E rosicchiarci un po’ di tempo
Come due contrabbandieri aldilà della collina
E lacrime se i metri che dividono gli occhi
Ci fanno dire cose, incomprese
Inattese..
Parole…
Domande…
Le tue verità…
E lacrime se mi toccano dentro…
E lacrime se non ho voglia di parlarne
E lacrime se vorrei essere in un’altra pelle,
un altro vestito,
un altro corpo.
Ma questo è tutto quello che
In dotazione m’han dato…
Perciò zitta e fila..
E vedi di correre, ma correre forte…
E vedi di inginocchiarti e poi alzarti
Ripetutamente
Ritmicamente
Con passione..
E vedi di farti invadere.
E forse allora…
Forse allora saprai amarti.
Come ami gli altri.
Non a pari…
Ma almeno un gradino più su.
E poi polvere da spazzar via
ma lo straccio troppo corto
E cassette da buttare ma non ce la fai
Nastri srotolati
E dischi rigati.
Ed è quegli sguardi addosso
entrati da quel cancello
ed entrare…dove sono cresciuta
dove ho fatto la giullare per tanto
dove ho pianto, dove ho fatto piangere
dove mi hanno visto, loro…tutti quanti…
sempre sola…
a volte al centro dei soliti gossip
quella che non si accontenta mai…
oppure in silenzio, poverina…
ed ora…
entrare..
e il tremare un poco…
e realizzare che qualcosa è cambiato
avendoti accanto.
È vecchi fogli sempre chiusi nel cassetto
e ogni tanto riaffiorano sulla riva dei ricordi
e disinfettare il vuoto…
col cuore che batte più forte se
le pareti sono le une contro le altre.
I finestrini offuscati cambiano…
i sedili, nuova scenografia…
e un'altra storia ancora
Un calzino che stai provando ad indossare
e chissà se sarà quello giusto per lavar via il freddo,
chissà se il pozzo da cui attingere
per ridar indietro 10 100 1000 volte in più
quel qualcosa senza cui non esiste vita,
no, non esiste senza.
E farfalle a volare,
da far tremare il cielo
che si librano, aperto il pugno…
disteso il palmo
alzato lo sguardo.
E…vuoi da bere?
Sara
Sai
nascono così
fiabe che vorrei
dentro tutti i sogni miei
e le racconterò
per volare in paradisi che non ho
e non è facile restare
senza piu' fate da rapire
e non è facile giocare se tu manchi
sì
portami con te
tra misteri di angeli
e sorrisi demoni
e li trasformerò
in coriandoli di luce tenera
e riuscirò sempre a fuggire dentro colori da scoprire
e riuscirò a sentire ancora quella musica
aria come è dolce nell'aria
scivolare via dalla vita mia
aria respirami il silenzio
non mi dire addio ma solleva il mondo
aria abbracciami
volerò
aria ritornerò nell'aria
“Sì, è; è giorno.
Fuggi, presto…
Luce, sempre più luce intorno.
Debbo partire e vivere,
o restare e morire…
Luce, sempre più luce,
intorno;
buio,
sempre più buio,
nel nostro affanno….”
[W. Shakespeare]
La gola si infiamma e lacera e complica la deglutizione…
E per capillarità raggiunge anche
La testa
Picchia anche lei, di più verso l’imbrunire,
quando torno a casa e mi svesto…
tum tum
tamburella
contro pareti aderenti a pelli e muscoli.
Malattia.
Come direbbe il mio nuovoprofSPAGNOLOdincisione
Che ovviamente
ci parla
completamente
in spagnolo
(fortuna che ci capisce, lui)
Quest’anno con lui non faremo incisione ma
A Giugno pubblicheremo un libro.
Dizionario per la precisione
un po’ strambo, fuori dalle righe.
Ognuno di noi sceglierà una parola
Legata all’ Edizione
Da indagare e su cui lavorare.
Ésta es Naba.
locura
sorprèsa
improvisación.
[com’è che lo spagnolo quasi quasi me gusta
e non mi sta così antipatico e ostile come l’inglese?]
Bièn.
In biblioteca oggi…
Su scaffali a cui nessuno bada più da anni.
I dizionari.
La nostra lingua.
Amplificatore cerco..
Ovvio che altro potevo scegliere io??!
Amplifica..
Lettere minuscole..
E battiti…in cassa
E respiro nell’eco della stanza.
Fotografo ciò che mi serve
e poi esco senza guardare in faccia nessuno
con i polpastrelli
completamente anneriti dalla polvere.
Solo una mela oggi.
Non ho fame in questi giorni.
O faccio finta di non averla.
Ma poi a casa
alla tentazione
di 3 o 7 tarallucci
Sciolti nel tè bollente
Non si può mica resistere
Altrimenti poi
le Gocce dei frati
per lottar contro la gola ..
…troppo alcool a stomaco vuoto..
naaaaaaa…
meì de nò.
^___^
Ho bisogno di un’ aspirina o di te?
Ho bisogno del grigio ad ovattare o del colore ad esaltarmi?
e sì che non è neppure inverno.
Stamattina negli appunti..
mentre il prof parlavaagitavagesticolava
Ho scritto atto sensazionale al posto di sessuale.
Sì sì…
Ho proprio bisogno dell’aspirina, altro chè.. ; )
Sara
“Poni le tue labbra sopra di me
E che uscendo dalla mia bocca
La mia anima entri in te. “
Diderot (Chanson dans le gout de la romance)
E' un'incognita ogni sera mia...
Un'attesa, pari a un'agonia. Troppe volte vorrei dirti: no!
E poi ti vedo e tanta forza non ce l'ho!
Il mio cuore si ribella a te, ma il mio corpo no!
Le mani tue, strumenti su di me,
che dirigi da maestro esperto quale sei...
E vieni a casa mia, quando vuoi, nelle notti più che mai,
dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi.
Tanto sai
che quassù
male che ti vada avrai
tutta me,
se ti andrà
per una notte...
... E cresce sempre più la solitudine,
nei grandi vuoti che mi lasci tu!
Rinnegare una passione no,
ma non posso dirti sempre sì e sentirmi piccola così
tutte le volte che mi trovo qui di fronte a te.
Troppo cara la felicità per la mia ingenuità.
Continuo ad aspettarti nelle sere per elemosinare amore...
So - no sempre tua, quando vuoi, nelle notti più che mai,
dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi.
Tanto sai che quassù male che ti vada avrai
tutta me, se ti andrà, per una notte... sono tua...
... la notte a casa mia, sono tua, sono mille volte tua...
…
E continuo sulla stessa via, sempre ubriaca di malinconia,
ora ammetto che la colpa forse è solo mia,
avrei dovuto perderti, invece ti ho cercato.
…
Io non so l'amore vero che sorriso ha...
Pensieri vanno e vengono, la vita è così...
(Minuetto Mia Martini)
[Senza dediche nè allusioni.
Solo perché
me l’hai fatta scivolare tu nelle orecchie quel giorno…
Mentre la cantavi a bocca spalancata
disegnando cerchi con l’indice nell’aria…
Mentre con un occhio mi guardavi
e con l’altro controllavi il monitor.
Solo perché
-Pensieri vanno e vengono-
e per ora è rimasta dentro qui.]
Sara


Amazing Grace nelle orecchie.
E la valigia appena disfatta.
Ieri sera non ce la facevo. Non reggevano gli occhi e nemmeno la testa era più attaccata al collo.
Stamattina ero impegnata a buttar via una mattina più o meno inutile a seconda dai punti di vista, a Milano. E questo pome…appunto sto scrivendo l’inizio di questo post. ^___^
difficile come post in effetti… ; )
Venezia eh?
Troppo.
Davvero troppo.
Buffo..
È come guardarmi nello specchio pensare a quella maledetta città…è un po’ me in fondo.
È troppo…troppo tutto in una volta..
È completamente allagata di emozioni e odori e nemmeno lei riesce a venirne a capo.
Ok…va bene che sono un Leone MA…non son così PAVONA da credermi bella come lei, ma scherziamo? No no…lo so…lo so benissimo…. non sono così splendida e luccicante…non sono così eterna millenaria…e popolata e ammirata agognata…visitata…studiata…
Non sono così spettacolare.
Ma troppo si.
Lo sono come lei.
C’è davvero troppo e non ti riesce a star dentro tutto..
È CONTRADDIZIONE. Anche lei, come me.
È labirinto…e folla…è colori accecanti che si stagliano sull’azzurro…è panni stesi da una finestra all’altra su fili di collane srotolate…è eccessi…è costa troppo….è SCOMODA….tortuosa…sinuosa…e sopra e sotto…ponti e scale…è gente che sa amare e odiare ma anche forte…e baci dietro gli angoli e pestaggi e occhi neri sul filo del canale…è buio nelle calle più piccole e inculate …ed è luci infinite e ritmiche in piazza san marco…è musica e orchestra tirata a lucido e fisarmoniche di poveracci in cerca di un cent e un sorriso…è bianco del parapetto di marmo e sangue sul muro di un vicolo cieco…è maschera…è una e nessuna…centomila maschere e vestiti…e pennelli intinti d’oro su bocche chiuse di bambola…è arte…è concetto…è passato e presente…è storia ..è contemporaneo…è gente cordiale e affabile..sempre disponibile a indicarti la via…è gente laboriosa e orgogliosa che ha fretta e vede spesso di cattivo occhio gli esterni…è ragazza col cane che ti vedono un po’ persa e ti accompagnano dove devi….è sorrisi e anche modi bruschi, come ovunque…è multinazionale e tradizionale…è aperta e razzista, è delicata e prepotente…candida e smorfiosa…è precisa dove vuole Lei…è spirituale e nemmeno tanto sotto, così volgare…appariscente…
È quel barbone magro tutto grigio seduto sempre in quell’angolo, spalle al canale che dipingeva aria sull’asfalto con una piuma di piccione, pulendo la sua tela immaginaria dalle cacche di quei volatili malati…e chissà quali viaggi…chissà quali Venezie…lui….
È gente. E’ gente bene…è gente che si affaccia alla finestra e tira il filo stendino…e gente che si affaccia col suo flute di bianco e si fa fotografare dal marito biancobaffuto giù in piazza…e gente che si affaccia col suo calice di rosso dall’Hotel Regina e ci saluta con la mano libera….e gente che in un negozio litiga per una statuetta di arlecchino scheggiata…è gente che si sposa e sale sulla barca trascinando il suo strascico inciampicando un poco…è bambini che si arrampicano sul muro e sui chiudi per tornar sul ponte terra ferma, dopo aver parcheggiato la barca…è gente sul vaporetto che urla di lasciar spazio in mezzo e riempire la cabina… è gente che dipinge le sue maschere d’oro nella sua bottega ed è circondato da volti immobili e volti di curiosi e magia e polvere di fata….
È giorno di pieni e notte di strade deserte.
È centro e periferico abbraccio.
È terra e acqua…scontata e salata…già vista su tutti i libri e irripetibile ogni volta.
Si contraddice.
E la cosa più importante:
o la adori o non la sopporti.
E spesso capita anche nella stessa persona…in piccole frazioni d’attimo differenti.
Come disse di me l’Annuccia…si…succede così…anche in giro anche in naba…
“o ti odiano e non ti sopportano…o ti amano”
Non è tiepida, non lascia indifferenti.
E noi sì, camminandola…vivendola…seppur per poco …sempre troppo poco…
Ingombrante.
Scomodamente affascinante.
[Ok io più scomoda e ingombrante che fascinosa…ma vabbè…il concetto seppur vago c’era : ) ]

e così io e l’Annuccia e l’Angi col Regionale della speranza con 1 ora di ritardo…ma la raggiungiamo…ce la facciamo…la camminiamo.. la navighiamo…ce la giriamo in lungo e in largo…lasciamo occhi e reni per pagare la sopravvivenza…l’ostello non è male…e poi stravicino a Rialto…dormiamo con una coppietta abbastanza indifferente (forse portoghese) prima e due ragazze australiane abbastanza gentili e simpatiche poi…qualche mostra esterna della Biennale poi ci facciamo l’intero Arsenale e tutti i santi padiglioni ai Giardini(che galle!)…ci lustriamo gli occhi con gli splendori e gli orrori di non tutti ma quasi artisti dell’arte contemporanea sulla piazza…[Voto 10 a:Giuseppe Penone, Francesco Vezzosi, Felix Gonszales-Torres, Kami, Emily Prince, Oscar Munoz, Ynag Zhenzhong, Riyas Komu, Leòn Ferrari, Sophie Calle e i mitici Los Torrenznos!)…tramiamo una lotta sociale annesso sciopero per protestare contro i 70euro del catalogo della mostra…ancora là sugli scaffali del bookshop…tzk… coloriamo le nostre giornate improvvisando cori a due voci di Stand By me e dell’altra il titolo non me lo ricordo…^___^ saccheggiamo la bancarella della frutta fresca a uneuroecinquanta… ci perdiamo….indiciamo serate situazioniste e un po’ Dada…(per non ammettere che non sappiamo assolutamente dove stiamo andando e ci siamo perse tra quelle maledette calle) …ci inventiamo e fantastichiamo storie su tracce di sangue possibili omicidi prime mestruazione di una povera bimba…ridiamo a due ragazzi che ci vogliono abbordare a mezzanotte in piazza San Marco(tutto merito della felpa Essenza dell’Anna)…rischiamo un giro “gratis” in gondola…sgraniamo gli occhi di fornte a tutto…e scattiamo foto che faranno la storia…
^____^
ebbene 4 giorni splendidi.
grazie donzelle mie…
grazie per avermi sopportato, e so che quando sclero e son nella fase iperattiva è dura, lo so…
grazie per averla resa un po’ più magica.

E dopo giorni come questi sale…sale di più…ancora di più la voglia di
VIAGGIARE….
Cercare…guardare…
La voglia di vivere..
E andare…
-Si viene e si va…
Comunque ballando
Si viene e si va
Cercandosi un senso
Che poi alla fine
il senso è tutto qua.
Si viene e si và
Di umana commedia
Che c’è chi la spiega
E c’è chi vive e VA’. –
Liga
Sara