E apri gli occhi, quasi l’ultima mattina con te stessa,
e la casa silenziosa e quella luce blu delle tapparelle abbassate…
apri gli occhi e il telefono in mano.
Un'altra giornata che comincia…
Ma poi
Ma poi resti lì un po’ a pensare
Ad abbandonarti…
E pensi sorridendo che
È così bello restare un po’
Un poco soltanto,
ancora un poco, ti prego…
Tra le lenzuola calde di notte
Mentre fuori
Mentre tutto intorno…
…
è solamente pioggia e Francia.
“Lo so, lo so che questo non è cipria, è sorriso…
e sì, che non è luce, è solo un attimo di gloria
e riguarda me, che sono qui davanti a te sotto la pioggia
mentre tutto intorno è solamente pioggia e Francia…
Chissà cosa possiamo dirci in fondo a questa luce…
quali parole, luce di pioggia e luce di conquista…
hum… lasciamo fare a questo albergo ormai così vicino,
così accogliente, dove va a morir d’amore la gente…
Io e te, chissà qualcuno ci avrà pure presentato…
e abbiamo usato un taxi più un telefono più una piazza…
Io e te, scaraventati dall’amore in una stanza,
mentre tutto intorno è pioggia, pioggia, pioggia e Francia…”
(Parigi – Paolo conte)
ok…magari qui manca la Francia..
o meglio Parigi…
E giusto due altre cosettine ma…
Suvvia …
Dettagli.
= )
Sara
Capita di tornare.
Camminare in salita,
ansimare…
capita di scartare dei regali
d’azzurro vestiti,
capita di commuoversi.
Capitano lettere di sorelle
Di sangue o no
Che ti entrano dentro
Capita di avvicinarsi
A chi hai avuto accanto
da quando nascesti.
Capita di ritrovarsi,
capita di non sapere se pioverà.
Capita di udire pianti ovattati di neonati,
dalla finestra,
una vecchina, lì sotto
che parla con la vicina,
voce tremolante…
“tutto passa”,
o picchi insistenti tra gli alberi,
sulla tua testa,
e sorriderne.
Capitan l’emozioni di sempre
rinnovate dagli anni
dai centimetri conquistati
dai cuori a sussultare
E batter il ritmo dei pensieri.
Capita
Capita una coperta di nuvole
che non si costa dai piedi di loro,
le tue vette.
Capitan delle notti
Un tappeto di stelle capovolto
E cadenti, e una
Bellissima
Una scia di fata turchina
Capitan attimi
Di spettacoli senza fiato
Di cieli liberi dal resto
E solo tu e loro
I desideri tuoi e…
Sperare,
non smettere mai.
Capita di far la scelta giusta,
una buona volta,
capita di fuggire
e coglier un occasione
che no, non potevi perder ancora.
Capitan tante cose
I tuoi lontani,
le risa vicine.
Capita di ricrederti
Di sorprenderti
Di te stessa
Capita che un angelo piova dal cielo
Capita di abbracciar forte forte
un Peluche, dal cuore tenero
forse troppo,
per te.
Capita di riabbinare il sorriso col gioco
cose semplici
fresche
Tra l’erba
E il sole a filtrar tra i rami
Viali lunghi e scalinate
Capita tra gli altri,
il racconto di un parto
Di un pecora bellissima e orgogliosa
E i suoi agnellini da proteggere
E il condividereciò che
il tuo cuore ha sussultato.
Capitan arrivi, partenze
Capitano inizi.
Stazioni,
e il sapore di brevi adii
ricordati
vissuti
così…
così.
Capita un puntino rosso mattone sconsacrato
nel bel mezzo di un verde brillante così sacro
che no…quasi non si può
Tanta bellezza
Il silenzio
Interrotto dai sospiri
Le parole a intrecciare
Le mezze frasi accennate
E poi completate
Come puzzle
Come incastri…
Ricami forse mai immaginati,
Capita
che l’estate volga al termine
e manca la voglia di impegnarsi
di tornare al solito
di quotidianizzarsi
Ma…
con le gote così arrossate
si può andare avanti, sì…
più avanti.
Alegrìa.
Sara

E alla fine VADO.
Avrei tanto …tanto da dire…
Ma troppo poco tempo per farlo.
Dovrei
in teoria
partire
tra mezz’ora.
Solo un soffio per un abbraccio forte…
A tutti voi.
Buone vacanze?
Buone giornate…
Che verranno…
Sara(neoventenne incasinata...in stramega ritardo…e con la lampo della valigia ancora aperta…e la sister giù che scalpita per partire...)^____^