“L’unica cosa che è insopportabile
è che niente è insopportabile”
(scena “d’amore”
tra Verlaine e Rimbaud,
dal film Poeti dall’inferno di Holland)
Sara
Son piccole e grandi fratture. Lo so.
Non serve poi molto a render una giornata un inferno.
Ti capita di non legger ciò che speravi…ti capita di scoprire che il passato vuole tagliar definitivamente con te, e che di te si è stancato, capita di pensare all’anno scorso…in questo momento…in questo caldo…in quelle aule…con i cori le ciliegie e le infradito…gli sguardi…le tavole annacquate di azzurro…lo scazzo…e anche la tensione…i corridoi…le finestre…la FINE di un era. E allora capita di destarsi o esser destata da un torpore malinconico che non fa bene ne a te né al tuo lavoro.
Capita di star su fino alla una…di metterci l’anima in quel che fai…di crederci davvero…e poi la mattina un uomo che ha molta più esperienza e “autorità” di te…ti dice che…bè non và…
È da rifare…. Inquadratura…musica…colore…i vestiti…troppo teatrale…e poi…addirittura “bè ma è un po’ datato!…e allora schiacciati!! Che diavolo ti dice lo stesso che è un buon lavoro??che c’è sotto una buona idea? …ti fa solo più incazzare. Non con lui sia chiaro, ma con te…
te che non sei capace a reagire…e sì…che ti abbatti…stavolta lo ammetti…non ce l’hai più fatta…ti sei illusa…e ci hai creduto fin troppo…e allora in quel momento volevi solo metterti a piangere…sì come una bambina…capricciosa?
Si….non ce la facevi più…avevi bisogno di aria.
E ti capita di pensare che non sei la persona adatta per far quel che cerchi di fare…non sai difendere il tuo lavoro…non sei mai stata capace di difendere nulla in effetti…sentimenti,amici, credo, convinzioni…figurati le tue creature. Ci vuole polso fermo, determinazione…
“se non credi in te stesso..
non sarai mai un’ artista”
Lo so…dovrei ripetermelo allo specchio “ce la puoi fare, “sei la migliore”…
E invece no..
Capita….e capita di volere mandare a fanculo tutto quanto…
E non è vittimismo ne “bisogno di coccole o affetto”…ieri per la prima volta…sotto quel caldo cocente…hai davvero meditato di lasciare…. E trovar qualcos’altro da fare nella vita. E non scherzavi…no.
Poi c’era l’Anna con te…e allora tutto si è più acquietato.
Anche perché…
Non sapresti proprio da che parte iniziare.
Hai anche meditato di fuggire in Taiwan col nostro buon vecchio Som…che ci lascia a settembre : (
UFFAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!
Capita anche di pensar di prendere il treno prima…e poi scoprire che avrà un ritardo di mezz’ora netta e che quello dopo con grande calma…arriverà a Seveso prima di te. Capita di non aver più aria da respirare…e il caldo non previsto schiacciarti gli ultimi millimetri di cuore rimasti…capita qualche fitta al petto…e solo il terrore di non aver fatto tutto quello che volevi fare. Capita di spezzarsi un unghia…e un dolore cane…-conoscendo la lunghezza delle tue unghie-…(maledetti finestrini delle fnm!!) e il sangue che esce tutt’altro che timidamente…spaventare un po’ i tuoi vicini di carrozza…
capita di dimenticarsi di una cosa…e farsi 4 volte la strada in tutto…per rimediare…acc…
Capita di tornare a casa e non ricevere proprio il benvenuto… (ma và??)
E allora parole non piacevoli e silenzi…
E ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
Solo tanta voglia di urlare.
E la sera spegni il pc con i progetti per disegno digitale.
Stasera non hai voglia di star alzata a lavorare a qualcosa che con buonissime probabilità sarà uno schifo da rifare…e rifare ancora
…a che serve???
E allora prendi una copertina di cotone blu… una mela gialla…il tuo mp3, riformattato e rimpinzato di musica nuova.
E te ne esci sul balcone…con le gambe incrociate, schiena contro il muro…
E caspita che meraviglia…non lo facevi da tanto, sì…forse da settembre…da quando ebbe inizio tutto questo caos…
E allora pace…e vuoto…
Solo le luci…e i tetti delle case, vista la tua posizione rialzata privilegiata…e nelle finestre luci a intermittenza di televisori o di scale di condominio…
E solo te.
Anche se qualche pensiero corre verso qualcuno sempre…
Seppur tu ti sforza di fermarlo, è troppo veloce.

E sorridi pensando che in quell’attimo ti ci vorrebbe proprio il tuo spazzacamino personale (si sporco e sudato..^ ^) con gli occhi chiari e lo sguardo dolce e il fare da buffone…
…certo tu un po’ meno bella e brava di Mary Poppins..
Ma sarebbe un sogno se con un salto ti portasse mano nella mano…in uno dei suoi/tuoi disegni a gessetto sul pavimento…
E intrecciarmi le dita…mentre canta “come bello passeggiar con Saraaaa..”…
E poi correre a mangiar mele caramellate, danzare coi pinguini, cavalcare i cavallini della giostra….

Sara
Camminare sotto il sole, con la musica e le lacrime a mezz’asta. Che non distingui più se sia allergia o altro. Camminare e le macchine ti sfrecciano a fianco…e guardi negli occhi i guidatori, non te ne lasci sfuggire uno…che spesso ricambiano con uno sguardo ancor più che insistente. E Nicola oggi mi accoglie quasi sulla porta …
Mai fatto…ha preso 10 nella verifica di matematica..
È tutto contento…si pompa e si gongola..
... sorrido…
ma poi… poi torno le nubi a riempirmi la scatola cranica.
È tutto il pomeriggio che mia sorella cerca di parlarmi…e so che muore dalla voglia di sapere che cosa ho fatto ieri sera. Ma va così…
oggi va così. Va un po’ così già da un po’ in effetti…ma tant’è…
i fiori sbocciano e la clessidra gira sempre troppo in fretta…e mi manca, mi mancano tante…troppe presenze…che c’erano e ci son sempre state…ma che ora non posso toccare…e…guardare la mattina appena metto piedi sul mondo.
E si lo so, maledizione…lo so…le strade son sempre così…divergono e riconvergono sempre in punti assurdi su un telaio che nemmeno i migliori sanno capire. Che poi.. è meglio che sia così in fondo..
…
sì… -cessando di esser pazzo, diventerò stupido-
lo so.
E poi..
E poi basta…
allontana la tenda delle paranoie, perché…perché tutto sommato lo sapevi…lo sapevi fin dall’inizio…che eran solo mani a cercarsi, e percorsi umidi verso luoghi mai esplorati…gocce nelle pieghe e rivoli a scivolare…e finestrini appannati, certo…bello..
è fuoco che non riesci nemmeno a controllare se attizzato.
MA
ma senza quella magia che vai cercando…e chissà dove ritroverai. Chissà.
E allora rifletti su quel che hai..
E ti accorgi che almeno…un angelo lo trovi sempre…che ti accoglie tra le sue ali, anche quando quelli cari son lontani…e fisicamente non possono esserti a fianco… trovi angeli dagli occhi sottolineati di nero, che riescono a comprendere e condividere la tua follia, e pure sopportarti…il che lo sai benissimo, non è facile.
E ti accorgi che ci sono persone che conosci anche da poco e non bene…ma che giocano al tuo stesso tavolo e si offrono pure di partorire dal proprio stomaco una creatura informe di vetro e sangue, o di soffiare fino a star male e sfiorare l’embolia.. ( ^ ^ grazie ragazze)
E ti accorgi che adori, adori maledettamente le bolle di sapone…
E ti accorgi che le stelle supernove ci sono, e ci saranno sempre per te, a illuminarti il viso quando le lacrime ti annebbiano la vista..
E ti accorgi che meglio non studiare ma fare ciò che dovevi fare da un pezzo…e pensare…e scrivere a chi ha il tuo stesso dna e ti ha dato la linfa nelle parole…
E ti accorgi che è bello pensare che qualcuno, di cui non conosci nemmeno il nome…sulle scale della metro aspetta ogni giorno, alla fine di ogni giornata, il tuo sorriso, non sarà un Adone…ma almeno gli vedi splendere la sincera tenerezza…negli occhi…
E ti accorgi che è splendido sedersi per terra, nell’ansiolitico e claustrofobico scomparto prima del cambio di carrozza, e sfiorare con lo sguardo quella giovane bambina, sì…non più di 14 anni…con i jeans strappati in fondo e la maglietta fucsia coi fiori neri e il petto accolto da un reggiseno più grande di una taglia…e le sopracciglia incolte e le ciocche di capelli a piovere sul suo viso scuro e lentigginoso, più del tuo…mentre si rannicchia su se stessa girando avidamente le pagine di Lolita. E poterle guardare i pensieri e sul viso le scene dell’intreccio, anche senza leggerne una riga.
E ti accorgi che quella frase volata a mezz’aria sulle scale prima di entrare in classe e ascoltare uno dei più bei discorsi sull’artista…
“che sorriso ‘sta ragazza…mette subito di buon umore!”
…non può cader vana.
Eccheccazzo..
Alzati e cammina, SCEMOLA!
Lo vedi fuori…il sole?

Sara
Passeggi di fianco alla finestra..
E per caso butti gli occhi fuori
In alto…
e
non puoi vederli
ma sei certa che i tuoi occhi stanno risplendendo..
perché lui lo sa..
lo sa
come farti emozionare.
Sara
http://www.youtube.com/watch?v=3cqJJ-u0nog
-Quando lui inizia ad alzare la voce
Tu abbassa la tua e concedigli un'ultima possibilità
"Guida fino a perdere la strada
Oppure rompi con coloro che hai seguito"
….
E sarei rimasto in piedi con te tutta la notte
Se avessi saputo come salvare una vita-
Giocare giocare
Luci e ombre
Fuori è giorno
Ma dentro
È altro:
Me
E l’obbiettivo..
E solo io
Sono io
E mille altre
Mille forme
Esser aria e rossetto
nuvola e mistero
Esser mistica e natura
ali e nidi da riempire
esser fatua e condizionata
Pensiero in potenza
E il cavalletto traballa appena
Quando l’ultimo
Scatto
E il rullino ad arrotolarsi
E i vestiti buttati in ogni dove
come cadaveri
di un pomeriggio malato
che per molti può sembrare vacuo.
Eppure…
nata e soffiata in altri mondi
solo con pose e gesti
e vesti a mutarsi
…
per lavoro sfida o gioco
che importa
una nessuna e centomila.
Sara
No miei cari, non abbasserò la cresta.
Assurdi…
Siete semplicemente assurdi.
E ciò che è più assurdo è.…..
Maledizione
non potevate trovar qualcos’altro da fare
20 anni fa?
È andata
Ed ora sono qui…
Che vi piaccia o no.
Fate silenzio.
In quelle quattro mura sporche
Dove “vivo”
Non sono niente
Niente
È fuori che tutto ha senso
Tutto acquista un posto
Perché non è la mia Casa
E soprattutto non è voi.
Ed ora, seppur non abbia
Mai avuto il coraggio di sputare
Non ve la darò vinta
Non mi farò vedere da voi
Mi rinchiuderò
Nella mia stanza
Nella mia torre del castello
E quella lacrima scura
Scivolerà giù
Ma non per voi
No, nemmeno una soddisfazione.
Sarà per Lei…
Bagnerà un foglio
Una tela
Una macchina fotografica
Solo per Lei.
Artista?
È inutile che mi deridi padre
Non lo diventerò mai?
Me ne sbatto…
Almeno la mia vita
Avrà un senso.
e saranno gli attimi in cui ho guardato
e mi son stupita di quanto fosse bello
e saranno gli attimi in cui amato
al posto di puntar il dito o criticato
E saranno gli attimi che ho speso per Lei.
Sara
Sognava di esser portata via.
Sognava il suo mantello nero
Ad avvolgerla
E un come un mago farla sparire.
La neve tutt’attorno..
E dentro una fiaccola debole
Accesa per gioco,
accesa per prova
accesa per urlarle attraverso.
Sognava l’aria delle favole
E giocava con il pongo per costruirsela
Sognava non castelli bianchi
ma grotte al limite della foresta
e prendeva in mano un foglio e i pastelli
sognava di infusi e di te
e respirava il profumo di certe lettere
Sognava un mondo dove la sua pelle
non sarebbe stata mai macchiata
e le luci non fosser lustrini
e le carezze sincere
e aspettava…
aspettava raccolta nel suo stesso abbraccio.