È davvero buffa la vita.
Chissà…chissà quali strani meccanismi..
Chissà quanti fili malati
Ad intrecciarsi
Nel telaio delle attrazioni…
chissà chi o cosa davvero move le spinte
d’energia/ magia
che scivolano tra le menti e le cosce
di questi derelitti in balia delle onde,
questi umani confusi e inermi
di fronte al grande mistero dell’Amore.
Un sms da lei e la realizzazione di qualcosa
Che…un po’ te l’aspetti,
e un po’ non dovrebbe accadere,
e chi l’ha detto?
Cos’è giusto o sbagliato?
Cos’è che puoi scegliere?
Decidere?
Agognare?
E un maschio grande che guarda in silenzio
La sua giovane donna dai tratti argentati,
che dorme appoggiata al finestrino, davanti a lui
e io vedo i suoi occhi persi in lei,
e allora un po’ lo riesci a penetrare,
riesci a leggergli dentro
e a sfiorare di un soffio ciò che prova in quell’attimo,
e ciò che l’ha condotto fin lì.
Folle.
Perduto…
E inesorabilmente ritrovato.
E oggi sotto questo cielo grigio…
Altre storie, altri colori a fondersi..
Altre mani ad intrecciarsi
E occhi a toccarsi…
Due anime affini si incontreranno
Si accomoderanno al tavolo della vita
E tireranno i dadi, e si giocheranno l’Avvenire,
il loro…
insieme o distanti,
a compiersi o rincorrersi.
Ne vinti nè vincitori.
Solo scelte e coincidenze.
Il male ad avvicinarli..
E chissà
Forse il Bene a compierli…
in un tutt’uno,
unica danza o concerto,
commedia o tela.
Buona fortuna a loro, allora.
Buona fortuna alla mia Sis, che possa trovare l’arcobaleno
E camminarci serena insieme a chi davvero conta.
Buona fortuna alla mia Stella, mia alba e mio tramonto,
perché possa capire veramente
ciò che risiede in fondo al suo cuore intrepido.
Buona fortuna alla mia Luci,
che possa continuare a viaggiare sotto il pergolato dell’amore,
insieme a quell’uomo tanto buono e tanto innamorato,
che possano costruire ciò che desiderano,
nonostante la piccola distanza geografica che li divide.
Buona fortuna a chi il passo lo ha già compiuto,
ma attende solo un po’ di passione e ardore,
per insaporirne la fiamma, per smuovere l’olio.
Buona fortuna a chi si è perso…
A chi non sa cosa scegliere…
A chi sta male, e preferisce testardamente la solitudine,
-e come lo capisco-
a chi non ha ancora trovato il sale,
e del pepe non conosce la consistenza,
a chi agogna un compagno,
a chi l’ha trovato, ma è “possesso” di altri,
a chi ha commesso un errore…
a chi si è accorto in tempo,
a chi preferisce la fantasia,
a chi non sa come fare,
a chi già la vita ha dato tutto,
e a chi il tutto l’ha portato alla disperazione…
un solo augurio…
un solo pensiero..
una sola speranza.
Perché non mi va di pensare che sia davvero
un difficile nodo inestricabile,
perché non posso credere sia davvero
così tutto male e distruzione
non credo nella sofferenza perenne,
non credo possa essere solo gioco
degli dei, o di cupido o di chi cazzo volete
che godono nel prendersi burla di noi…
non credo e non voglio.
Io lo voglio,
voglio uscirmene, un giorno…con
“ve l'avevo detto"
a tutti quelli che associano sempre e solo la
rima amoredolore,
almeno una volta,
almeno un caso,
almeno un battito d’ali che sia uno,
compiuto…
e poi correre come una scheggia
col mio sorriso a schiarirmi il volto
e dipingerlo sui muri…
e scriverlo in cielo con le nuvole
e inciderlo in un tronco,
o sulla sabbia o coi gessetti sull’asfalto
ma poi cristallizzandolo col fissativo:
…
"l'amore trionfa",
parrà sdolcinato, romantico,
buonista, utopista…
ma sapete che vi dico?
Me ne sbatto.
Non parlo di casa famiglia e pubblicità della Mulino…
Parlo di intese, fuochi che bruciano,
attese e battaglie combattute a denti stretti,
che valgano sul serio,
E pensieri incancellabili e imbattibili
Alchimie che restano e diano al forza di avanzare,
Innanzi all’odio e allo schifo di questo mondo.
perciò...
una sola speranza,
per me,
per Voi,
che trionfi.
Sara
Oggi…
Si cammina verso il dubbio.
Oggi i suoi occhi da cerbiatta
Ad ascoltarmi e ad augurarmi
Una buona mattina…
Giù dalle scale quell’aroma
Di brioche appena sfornate…
E poi sulla metro
Puzza tremenda….
odore acre e accecante
E una clochard matrona in un angolo
E intorno a lei il vuoto per la
prorompente “umanità” emanata.
Qualcuno ride,
qualcuno si porta la mano sul viso
o un fazzoletto sul naso.
E io attorcigliata al palo
immersa in una musica non mia
pensando a qualche giorno fa
e a come cambian le situazioni
a seconda di coloro con le quali
le vivi.
Coincidenze, caso, o destino?
Mah.
E poi di passo milanese
Incastrandosi in quel freddo invernale
Di inizio alba.
Lo sguardo perso in avanti
Di quel ragazzo su un furgone malmesso
Una ragazza con gli occhiali scuri
Si china a fotografare
Il riflesso nelle pozzanghere
Di gnomi sui tetti
Di comignoli tutti in fila
Che io tanto adoro…
Proprio quelli lì, quelli miei amici ormai…
Di quella via verso scuola,
E vorrei quasi fermarmi a parlarle…
Ma lei si alza un po’ arrossendo e…
A me scappa solo un sorriso.
Sul treno del ritorno
Qualche pagina d’inchiostro…
E stranamente non mi cascano le pupille
E la fronte non si posa sul finestrino,
in pochi d’altronde, ci riescono
a tenermi sveglia.
E poi svoltato l’angolo
Verso casa…
Profumo di The…alla fragola
E quella lampada appena fuori dal l’uscio
Abbastanza alta a e stramba da dividere
con la sua lama di luce
Retta perfetta e irreale
La scura casa in fronte,
quella con le persiane verdone
bianca linea
proprio come sulla mia tela
a divider sogno e realtà
monte e lago
specchio plasmato…
e…
ora il profumo delle mie bolle di sapone.
Profumo di big babol…
E sfere iridescenti nell’aria…
Prima di addormentarsi…
Che giocano con i riccioli
E le dita ad attorcigliarsi.
Chissà se la ragazza
Riuscirà a specchiarvisi…
Chissà se riuscirà ad aggrapparsi
A quella fune di panna,
e rintracciar
trama e ordito di una ala spezzata...
Sara ("Sul filo", olio 35x50 cm)
“lo vorrei
liberarti il cuore
e vorrei
restare indietro
e fare finta di cadere.
….
lo vorrei
liberarti domattina
e vorrei
vederti volare
sui nevai come prima
Tu, cosi lontano
seppure ormai
cosi vicino
E l`anima se ne va
verso l`eternità.
Rapsodia.”
In bilico tra due vite,
gioco di luci e trasparenze,
due fili a intrecciarsi…
anzi no…
si corre paralleli:
reale e ricordo
materia e sensazione
razione e follia
tatto e trasporto
tangibile e invisibile.
Chissà perché,
è il secondo che
prediligo.
Sara
Cioccolato che si scioglie in bocca.
Lo so, non è ancora Natale…
Ma il Balocco ha già fatto un anticipo,
in casa,
e senza minuti di recupero.
E dolce scioglievolezza alle 11 di sera,
non fa mai male…
qualche acino d’uva caduto sul foglio e…
e penso…
che oggi..
sono stati i miei colori e i miei pennelli
a salvarmi.
Sì, loro.
Io…
Solo io,
innanzi al cavalletto…
modella e in posa,
dai tratti esotici…
molto "donne di Gaguin"…
e allora scivola la materia calda sul foglio bianco.
Ed è immensamente piacevole
abbandonarsene…
6 ore di liberazione,
fuori da tutto,
6 fogli riempiti.
Libera da me stessa,
un pizzico di magia…
la mia magia,
gli altri a lamentarsi..
continuar a disegnare,
imbrattar fogli,
copia dal vero….
Ma per me,
non è più così…
niente più vero
niente più lamento,
niente peso ne costrizione,
e va bene che il vecchino prof,
apprezzi, “mi piace, mi piace molto…”
e dica che mò diventa difficile per me,
dai più “bravi”, esige di più….
E va bene anche il baldo giovane assistente
Che si ferma dietro a me
A guardarmi mentre stendo il colore…
“va bene, ora…va bene”
E va bene,
fa piacere…
ma non è quello ciò che conta.
Io…
la tela…
E i miei colori.
Questo conta.
SainSara

“ Amiamo ciò che siamo capaci di abbandonare e non ciò che teniamo stretto a noi, signora. I più grandi amori sono quelli che non sbocciano; la capacità di donare è un sentiero che porta alla pace…”
(C.A)
e io mi sento così egoista.
un attimo fa é colata della colla dal vasetto.
Si è aperto il tappo,
è scoppiato.
Bollicina…
e via…
lava di colla
giù
giù
giù
lungo il bordo
e …
non sapevo se ammirare la perfetta forma appena nata
sinuosamente affascinante e cangiante,
oppure cercare di asciugare….
ho lasciato che colasse,
ho lasciato che coLLasse.
Ora brilla sotto la lampada,
però su sfondo rosso…
non diamante,ma sangue.
O rubino?
SainSara

e poi ci sono i giorni in cui un peluche, seppur morbido,
non riesce a scaldartelo,
il cuore.
SainSara
In treno, una ragazza con una spada sul collo
Che ride leggendo un sms arrivatole ora.
Un'altra che sfoglia le foto serbate nel cellulare
E si sofferma solo
Su quella di un ragazzo
Scuro, col pizzetto. E sfiora lo schermo, col polpastrello.
Un giovane scarabocchia
su un prospetto di una casa con le camere marroni.
sapore di castagne
odore di natale,
di già?
già.
i Navigli, sporchi, abbandonati, lacerati,
dimenticati ma..
cosparsi di nebbiolina dolce e piccola
e quella luce rosa da fine giorno.
…e dai finestrini un fuoco lontano,
a far male sul serio
rosso che si sparge
pennellate tutt’intorno..
e poi sopra le nuvole
striate…
ed è un quadro signori,
uno di quelli usciti al primo colpo, signori,
e non ditemi di no. Guardate fuori, cavolo..
guardate.
E poi là, a scuola.
O qui.
Occhi chiari attorniati da lentiggini
e fili d’oro puro.
Occhi cerchiati di nero,
e cappotto arancione carota^ ^
e ancora occhi
Occhi azzurri da star male,
(sì mi ripeto, me ne sbatto^ ^),
E intorno ferro di un verde cangiante.
E poi te ne ritorni a casa…
Ripensandoci,
rivedendoli,
e a poco a poco
ti si stampan dentro.
E ora…
Ora…desideri solo il tuo letto,
ma poi lo sai…
che passi lo stesso di qui, sul tuo pc…
per le vie a te care….
A controllar che il resto del mondo gira,
al di fuori del tuo minuscolo universo.
Gira eccome.
Veloce.
E cerchi di aggiornarti…
E hai pure le prime foto da spulciare…
Sguardo in alto e dito puntato…
Il cielo vi ringrazia,
e pure io.
Ma per ora..
Buona notte.
SainSara
Serate tra musiche e facce amiche,
Serate con lei…
Rimpatriata con loro…
La vecchia quinta non al completo ma una bella fetta…
Di torta…
Auguri Dulcis, ancora…
Sei un grande, senza troppi complimenti;
e foto scattate alle 7 di mattina
da un buco della tapparella…
e capir che le idee migliori
quando meno te l’aspetti
arrivan da sé..
pensare, pensare…
cercare, creare
cavare…
un ragno dal buco…
ragno, zucche e fantasmini…
tele e ragnatele,
sulle mani
buio e freddo,
uscita da quella casa al secondo piano,
tardi e stanca..
intravedo un ombra che non distinguo subito
“ciao Sara!! hai finito adesso??”
cambia, lontano dall’Arpia…
non so perché, ma cambia.
Torna in Lui, nel “lui di una volta”
solo due anime in bilico
e niente più
e quasi mi è salito in gola quel qualcosa di strano
ricordi e malinconici flash di un passato
che ormai è solo passato,
passato
infanzia e stamattina
vedermi a camminare di fianco al mio papi…
come i vecchi tempi
in cui la mia bruna testolina
inclinarsi all’insù doveva
per guardarlo bene in faccia,
vecchi tempi…
quando le sue braccia forti
suù mi tiravano
e la capriola sotto le sue gambe…
e ridevo…ridevo come una matta.
E…
oggi come allora…
in una giornata di sole…
quella strada e lui
in completo, come al solito nei giorni di “festa”
E io tutta nera…col cappottino rosso
Quasi -bimba di Shinderlist-…
e…
ora spari, spari in testa.
Dolore.
Forse ho solo bisogno di dormire.
Forse.
Domani inizio il corso di fotografia….
Nn vedo l’ora,
ho perso l’orologio…
ma no, dai davvero…
speriamo in bene,
mi aspetto tanto.
Io sì,
sono gli altri che di solito,…
non aspettan me,
c’hai ragione…
meglio finirlo qui…
sto fiocco di
di cazz..
mmmm…
storie malate.
Ecco.
Punto.