
..a voi è mai capitato di restar chiusi fuori…
...da voi stessi?
Esser lasciati fuori dalla porta, dalla vostra persona…
Il vostro Io che agguanta la maniglia e vi sbatte in faccia quello che doveva esser l’uscio accogliente del vostro cuore, accipicchia sì…proprio il VOSTRO?
No, non puoi più entrare, ora…”per te non c’è più posto, adesso”…come ringhierebbe verso la mezzanotte, un buttafuori grande e grosso e con la faccia da mastino, davanti a quel locale “IN”, in centro e pieno di fighetti e fighette …
Così succede, ti accasci fuori dall’entrata e aspetti, cerchi di sbirciare dentro te stesso, ma ormai è inutile, per stasera và così…ti ha tagliato fuori e basta.
E allora…sposti lo sguardo su quel che ti è concesso, vedi quella mezzaluna giallo ambra un po’ sfumata ai lati, fredda e assoluta come sempre…la Gran Signora della notte..
E la fissi, interminabile..
Insistente,
E aspetti.
attendi l'attimo, presto o tardi chi lo sa, in cui ti concederà di rientrare, al caldo...nella confusione...
nel clamore..
nel casino di flussi e arterie...
e vita..
in ciò che nel bene e nel male sei tu.
ma adesso…
Non è più tempo di pensare.
Sainsara

Seduti ad aspettare siamo,
col sedere per terra a guardar scorrere
la vita attorno e di fianco e tra le gambe.
Ci alziamo, poi…certo che ci alziamo…
E corriamo…dovete vedere come corriamo,
Inseguiamo quelli che chiamiamo sogni,
perché vogliamo farcela, diciamo,
ma il più delle volte
l’unica cosa che vorremmo…
è solo un po’ di amore,
di quello abbiamo bisogno, maledizione.
Che poi non sappiamo nemmeno più che vuol dire.
E forse ce lo chiediamo, oppure ce ne sbattiamo, non conta…
È altro ciò che tiene a galla..
Ma tanto poi ricadiamo a terra,
quando solo realizziamo di non poter cancellare il dolore
gomma pane inutile,
questo abbiamo nelle tasche,
servirebbe una tanica di vernice bianca coprente,
no meglio gialla.
E invece solo uno stupido mozzico tra le mani..
E dentro che ci pulsa l’irrefrenabile desiderio
di spazzar via tristezza e insoddisfazione,
non tanto nostre…che quelle in fondo…
ce le disegniamo noi da soli,
e allora sarebbe troppo facile scucirle di dosso,
ma più quelle di chi ci passa a fianco,
o è seduto accanto a noi,
o schiena contro schiena,
filo intreccia filo,
o schermo lontano da schermo.
Che è?
Senso di impotenza?
Voglia di strafare?
Egoismo nascosto?
Egocentrismo latente?
O semplicemente amore?
Non lo so,
ad ogni modo
il fatto sta che il più delle volte,
non ci riusciamo.
E allora…
Allora è un gran casino.

Se tracci col gesso una riga sul pavimento, è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi. Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perché non è pericoloso. Se fai finta che la fune non è altro che un disegno fatto col gesso e l'aria intorno è il pavimento, riesci a procedere sicuro su tutte le funi. Ciò che conta è tutto dentro di noi; fuori nessuno può aiutarci. Non essere in guerra con te stesso: così... tutto diventa possibile, non solo camminare su una fune, ma anche volare.
Hermann Hesse – Imagination
Week end intenso, questo.
No a parte gli scherzi…
È stato uno di quelli da incorniciare, suvvia.
Sabato mattina rimetto piede all'ISA con la Radix…ed è tutto così strano.
Cristallizzato non sense. Davvero…non pensavo facesse questo assurdo effetto.
Va bene la nostalgia…per questi anni trascorsi lì dentro…ma…è stato proprio…
Nn so, indescrivibile. Il camminare lì dentro con la consapevolezza di non esser più alunna...ma "esterna" semplicemente esterna..., vedere gli alunni che non vedono l'ora di finire..loro, legger l’orario dei prof…salutar la barista che ci informa che da settembre dell’anno prossimo il bar si trasferisce dallo sgabuzzino lungo e stretto e claustrofobico..nell’ala nuova e sarà di 100metri quadri…completo di veranda…e allora sì che così si combatteranno le uscite fuoriintervallo di alunni e prof…eggià…e poi in segreteria, le cui sovrane non cambiano mai…soprattutto la nostra cara Ivonne(se scriverà cussì?boh…)…sempre impeccabile nei suoi completini leopardati e occhialini arancione-fashion…che se anche nn ti dà tutto quel che ti dovrebbe dare insieme al diploma…alla fine sei tu che sbagli e non l’hai preso, non lei. Evvabè. E poi intravedere Peppo dalla finestra della 1 e entrare a salutarlo..…e abbracciar quell’uomo piccolo piccolo e scuro…un calimero dagli occhi azzurri che ti guarda con una profondità e purezza che gli riesci a intravedere persino lo stomaco, tant' è dolce e sincero…il suo interessarsi sul nostro futuro e il suo sguardo commosso…per qualcosa che è stato…e non sarà più, ma che nn tutto si può spezzare..."quando andremo a mangiare la pizza..."e ti sembra di parlare con un bambino...che crede ancora nelle fate..e ne sorridi...
E poi ieri…ieri giornata artisticcheggiante ad esporre i miei lavori sui vicoli della Meda vecchia.
Bello.
Bello sì.
Stavolta senza la mia compagna ‘tellina.
Stavolta sola ad esporre anche se sola nn lo sei mai, in fondo.
Ed è stato bello, e utile…
E il mettersi in disparte…dall’altra parte della strada, seduta su uno sgabello di legno, a far finta di leggere per far passar il tempo…e invece sbirciare i passanti…quelli che oltrepassano la cosa distratti, quelli che si fermano e scuotono la testa…quelli che commentano…perché tanto nn sanno che sei tu ad averli fatti, e allora liberi da ogni costrizioni e restrizioni e soggezioni…tiran fuori solo quello che pensano davvero. Pura verità. E che lo dicano ad alta voce, tirando una gomitata al loro vicino…o che sostino in silenzio innanzi ai tuoi quadri…ciò non conta. È un attimo più o meno lungo di completo silenzio assenzA. Un vuoto che colma una fune trasparente, di cristallo..io che alzo lo sguardo un poco, e loro di spalle..che guardano la mia “arte” appesa…e non ci conosciamo, probabilmente nn ci parliamo e non ci parleremo mai…ma in quel tempo senza misura ne cognizione intercorre un dialogo incredibile. Non si tratta di parole o gesti. Semplicemente tu che grazie al tuo lavoro, al tuo sudore, ai tuoi sogni…cerchi disperatamente di comunicare qualcosa…e loro, lì, che raccolgono…forse intuiscono, forse no…non importa…ma il solo fatto di fermare il proprio cammino…innanzi a quelle tele o cartoni o cornici appese…è il compimento del cerchio, nato nell’istante esatto in cui, sola, a casa...o a sucola...o ovunque tu prendi in mano matita, pennello, colore che sia.
E allora soddisfazione…
E sorriso…
E il camminare leggera su quel selciato ostico.
E non importa più tanto se i tuoi lavori li comprano o no.
Non conta più se alcuni non capiscono se quello è un panno o sono dei piedi..
Non conta se ti dicono che con certe cose non si campa, ebbene sì una vecchiettina ha concluso così il suo discorso, dopo che mi diceva che gli piaceva tantissimo quel quadro bruno…con la modella, quello fatto con il lucido da scarpe.
E va bene…
Che si campi o no… non conta.
In quanti ci hanno avvertito? e voluto spaventare? ormai ci abbiam fatto l'abitudine.
In quegli istanti di brivido sulla schiena…questo non conta.
Non conta nemmeno quando quei bimbi onesti e cristallini chiamano la loro mamma e indicando quella tela urlano divertiti “guarda guarda, mamma!!c’è una mucca che vola!|!”
non conta nemmneo quando un gruppo di signore si ferma a quardare tutti e tre i tuoi album...TUTTE Le foto...ed alcune alcune le indicano...ne leggono i titoli e ne ridono...sorridono...e tu sei lì a pochi metri e non dici niente...ma le guardi, loro non sanno che sei tu ad averle scattate...ma non importa quello...
Non conta nemmeno quando lei, spesso critica…e sempre sempre sempre sincera…ti dice che quelle foto son davvero belle..
Non conta nemmeno quando tua sorella ti ruba il quadernino delle dediche e te lo riporta con affrancato un palloncino giallo e delle parole bellissime…
Non conta nemmeno quando arrivano i tuoi amici a trovarti…e lì capisci chi ci tiene veramente a te, e le loro righe scritte “in fretta” e di nascosto…per me, per il mio sogno…
E allora ne trattengo appena qualche stralcio…
“finalmente un po’ di gioventù dotata di colore in questa grigia strada…chissà le faville che farai alla Naba…”
“l’isa sarà orgogliosa di te!!!”
“continua così…perché ricordati…bisogna avere il caos dentro per generale una stella…”
“anche questa volta sei riuscita a sorprenderci”
“lanciata alla grande cara pittrice “
“colori brillanti che illuminano una cupa giornata di settembre…
preambolo di un sogno destinato a realizzarsi…”
“tra un po’ ti ritroveremo al Louvre, di fianco alla gioconda..(?) “
“ricordati il nostro trittico sull’arte,….eh già che ardua strada abbiamo scelto!!…
è stato bello inventare e disegnare accanto a te…lo sai, ci sarò sempre…”
"
...curiosare tra quadri e colori...e riconoscere quelle pennellate di sudore...e alla fine soddisfazione, familiari e care ormai...sentirsti orgogliosa e importante, consapevole di avere un'artista come sorella, ma consapevole di cercar di leggere le tue emozioni, sensazioni, dubbi paure e gioie su queste opere"
e allora non conta.
Già basta.
Tutto questo.
E ieri una telefonata della Luci e praticamente mezz’ora dopo via, fuori di casa, di corsa per riuscire a pigliare il treno delle 16 e 01.
Lì, lei…raggiante e bellissima come al solito, e seduta al suo fianco ad aspettarmi.. una nuova amica conosciuta ieri a Milano, scoperta esser di Baruccana, 19 anni in sto posto e mai incontrate…e vabbè…i casi della vita. Una ganza, magrettina, occhi azzurri cielo, pelle chiara, capelli oro corti e spettinati, al collo una collana di cernit giallarossa e una spilla di lana (che non potevano non ricordarmi immediatamente la nostra Dulcis)…e quest’anno inizierà filosofia alla Statale, una con le palle insomma. ^ ^
E via, a parlare e fantasticare e consolarci sul nostro futuro sognante ma incerto(una semi-artista calzetta, un aspirante filosofa, e una scienziata della comunicazione o esteta a scelta^ ^ sono un buon assortimento di INCERTEZZE SICURE), mentre il treno supercondizionato a manetta, della serie ghiaccioli, pinguini&Co, [notare:pur essendo oggi il primo giorno d’autunno], ci porta arrancando in quel di Milano.
Milano…
bè sì…effettivamente fa ancora caldo per esser già finita l’estate, e si corre, non si cammina mai a Milano, si corre e basta, è il ritmo naturale, e la Luci mi spiega che dopo un po’ ti ci abitui, vieni travolta dalla frenesia e poi non riesci nemmeno più ad avanzare in modo tranquillo, lo noto…lo noto davvero nelle sue gambe. Se devo dirla tutta lei è sempre stata un bradipino, pacata e serena, si è sempre presa il proprio tempo, senza fretta. E invece due anni a Milano per scuola, lavoro e interessi…e mi è diventata una gazzella. Cazz. E allora zitta e mosca e anch’io mi dovrò preparare, con allenamento più o meno graduato, alla così detta “evoluzione cittadina”.
Bene, fin qui…ho tralasciato la cosa più importante…Lucillina mia bella fa parte ormai da due anni della giuria ragazzi del Milano film Festival!!: eventone malato dove accorrono un sacco di principianti/ amatori /aspiranti registi da tutto il mondo(e sottolineo TUTTO) con i loro corti o lungometraggi …quasi 1500 quest’anno…che lo staff preseleziona e snocciola in una rosa di massimo 50 eletti, che poi verrano presentati al pubblico. È una bella avventura, mi ha raccontato, e pur io…per il poco che ho visto l’ ho potuto constatare, un luogo di incontro e scambio pazzesco, colorato e in fermento, certo non ti assicurano la Gloria, non siamo ne a Cann né a Venezia, qui partecipi per pura passione, e per divertirti, qualche soldino puoi anche racimolarlo, ma non è quello l’importante.
Mi è piaciuto, un sacco, ho assistito a due sezioni di corsi, 11 corti in tutto, e devo dire che alcuni sono proprio allucinanti, altri non sense totali, ma due in particolare mi hanno proprio scolpito il cuore, “Lo ojos de Alicia (Gli occhi di Alicia)[9min] e “La guerra”[10min]. Belli davvero.

Ebbrava la mia Lud che mi porta al niente popò di meno che il TEATRO STREHLER(gh ghghh si lo so sorellina, a cosa stai pensando…hi hi hi …don’t worry ti ho pensato tanto quando ci sono entrata…e… con tanto amore ti ho anche preso,alcune cartoline dei programmi di un po’ di spettacoli che credo ti farebbero non poco piacer vedere…in qualche trasferta milanese!)…
e poi nella pausetta cena, tra una proiezione e l’altra,…ovviamente da -Pattini e Marinoni- ad addentarci il nostro gustoso trancio di pizza, su un tavolino proprio di fianco alla stazione, proprio come mi piace…guardar la gente che viene e che và, valigia trascinata o borsetta in spalla o 24H in mano….e poi una donna strabella con specchietto in mano che si trucca tranquilla in mezzo alla piazza, un clochard che si china a svuotar e contare il guadagno della giornata, un uomo vestito di grigio con il cappello di traverso che suona in modo divino quel sax luccicante proprio all’entrata della metro…

E poi a passeggiare/cazzeggiare nel Parco Sempione…che di sera acquista quella magica atmosphere…che non penseresti mai e poi mai di incontrare a Milano, e lo popola, oltre a gente con il loro amico quattrozampe, coppiette, pensionati e ragazzi,soprattutto una folla di milanesi che dopo intense e sedentarie ore di lavoro, si concede quell’oretta e mezza di Jogging sfrenato…rigorosamente con le orecchie occupate dall’mp3 o l’I-pode per quelli più avanti…
Un venditore di rose che mentre sediamo su una panchina innanzi alla fontana, vuole accalappiarcene una a testa, e poi disperato si accontenterebbe anche di una divisa in due…ma vabbè…
E un bell' uomo (bello davvero) in completo scuro e cravatta celeste, che ci sfiora passando montando la sua bicicletta grigia, che ci mancava poco che lo atterrassimo, a costo di perdere una gamba tra i suoi raggi, “per abusare pubblicamente di lui”: dice lei. E io rido …a volte le cose ritornano, più o meno con sfumature simildivesre…ma ritornano, e ciò mi fa molto sorridere.
E poi costeggiare lo Sforzesco per tornare al Piccolo, notando con simpatia affettuosa che i Milanesi son proprio dei pidocchi con i fiocchi, per voler illuminare a dovere solo la facciata davanti, solo ciò che si vede, arrivando dalla stazione. Ma non incriniamo la magia…che effettivamente non manca, suvvia…non è poi così male sta Milano by night.
^ ^
Sainsara

Il progetto orientamento pre-scelta di oggi, per i bimbi delle medie…si è rivelato effettivamente un po’ un disastro. Non tanto perché in quell’aula magna bordeaux, che mi ha visto interprete di un giullare un poco buffo, nell’ultima recita di fine anno(chissà perché proprio quella parte…^ ^), di gente interessata al liceo artistico non ce ne fosse nemmeno l’ombra (la qual cosa sotto un certo aspetto può anche dispiacermi, ma dall’altro… anche NO visto che ciò significa meno concorrenza^ ^ e poi tanto all’Isa gli 800 personaggini che già ci sono, bastano e avanzano) comunque dicevo… tanto più perché i suddetti giovinotti assetati di wrestling digimon pokemon e quant’altro e le gentil donzelle ormai esclusivamente avvezze alla vita da passerella o da tv a scelta, non avessero il benché minimo interesse a qualsiasi tipo di cosa, materia o campo…nessuna aspirazione nè domanda all’infuori di :”ma nella tua scuola bisogna studiare e impegnarsi tanto?”…che il ragazzo a cui lo chiedevano fosse uno del pacle, dell’itis, del liceo scientifico, dell’ipsia, dell’alberghiero o del classico o dell’artistico., indistintamente, poco importava…
la loro preoccupazione più grande era: scoprire dov’è che si campa meglio senza far nulla. Nessuna domanda che fosse interessata all’indirizzo specifico, alle materie, a che si faceva, a cosa comportasse, a cosa ti sarebbe servito, a perchè l'avevamo scelto..
NO, Niente di niente. ….e v’assicuro non era per questione di timidezza…
Perché per parlare e chiedere, santocielo, lo facevano…
…ma…
-Ci si deve sbattere o no?-
Solo questo…di tutte le manine alzate, ciò che contava a loro era semplicemente questo.
Sinceramente ci sono rimasta un po’…un po’ di merda.
La loro completa indifferenza al loro effettivo futuro,
è questo che mi ha fatto davvero paura.
Tutto sommato potrete dirmi, evvabbè ma tu parli a posteriori, quando ormai il liceo è solo un dolce ricordo ( e poi io sono un caso a parte e va bene…), ma invece all’età loro cosa vuoi che gli interessa di studiare?
È vero, forse avete ragione…esagero…
Ma non parlo dello studio. Non parlo di sapere già a 14 anni che cosa vorrai fare della tua vita, non sono una certa Frare che predica ininterrottamente che senza la matematica siamo nulla e finiremo a far tutte le cassiere al Bennet…e che l’Italia deve chiamar qui giapponesi, americani e compagnia bella se vuol aver gente qualificata…
E lo so, so anche che a volte alcuni sono in pochi a saper già che vogliono fare, alla loro età,
e io…io questa cosa la sentivo da quando ero alle elementari…e in un certo senso mi devo ritenere fortunata e basta, ma non per tutti è così..…
però….
semplicemente…
mi aspettavo..
o forse mi sono illusa di aspettarmi…
semplicemente un po’ di interesse….
Un po’ di sogni nel cassetto…
Che poi non è detto che si realizzino eh…
Ma sentirmi una folla di ragazzini urlare che a loro non va di far nulla, che non gli piace niente di niente, che sarebbe una gran figata fare i mantenuti a vita ( e non stavano scherzando, giuro)
…bè quello è stata un po’ una pugnalata.
E allora prendo, mi alzo, saluto la Mollini, mia prof di mate (quella sì che era una con le palle..)che mi ha voluto lì anche quest’anno, insieme agli altri miei più o meno coetanei abbastanza sconvolti pure loro…e ce ne usciamo.
Non so…sembra banale, sarà anche retorica ma…”non mi sembrava di esser stata così anch’io, ai tempi..”
Ma magari,
magari mi sbaglio.
E c’è solo bisogno di tempo.
Solo tempo.
Lo spero.
Intanto mi dirigo verso i parchetti lì di fianco, visto che devo aspettare ancora un pò per andare a scuola guida, mi siedo su una panchina, dovrei studiare..
Ma il mondo…
Tutto intorno è troppo bello per tenere gli occhi sul libro.
E allora le prime foglie brune sui fili d’erba ancora verdi cangianti…le giostrine affollate da tantissimi bimbi all’uscita del pomeridiano…i nonni e qualche pensionato sulle panchine a guardarli con occhi vigili e curiosi, una luce strana quasi filtrata…non dalle fronde degli alberi ma da una particolare atmosfera biancastra, che non è ancora nebbiolina ma c’assomiglia…e poi di colpo dietro a te…senti una madre urlare “guardaaa, è arrivato papà!!”…ed ecco innanzi a lei il piccolo….piccolissimo scricciolo, meno di mezzo metro di sicuro, che con i suoi pantaloncini pomposi a pagliaccetto costretti a non scappar via grazie a delle bretelline a pois…che inizia a correre tutto ridente incontro a quell’uomo magro magro che ha appena varcato il cancello, con la sua tuta da lavoro verde e un poco sporca di grasso e olio, che si appresta a chinarsi e farsi piccolo a sua volta, a misura di figlio…
…e allora quella corsa fremente e quasi interminabile tanto intensa, di cui sei spettatrice insolita ed esterna, nonchéaffascinata, è ciò che per una attimo ti fa dimenticare di tutto,
tutto il resto,
e un sorriso per le prossime due ore non te lo leva più nessuno,
di sicuro.
E come promesso…ecco a voi alcuni scatti della strabiliante strabiliosa serata di ieri!!!!!!!!!!!!!!
Dovete sapere che ieri…
[un po’ di pubblicità progresso-in ritardo, nn fa mai male…^ ^]
..in un formidabile locale di Cermenate, dal nome tutto suo (Amandla), e la disposizione della metratura anche..^ ^
si è svolta una granserata di arte e musica, coi disegni di Titti…e la musica del mitico gruppo…hem…mmm……(giuro che non mi sono addormentata quando li presentavano...è che ero alle prese con lo schienale della sedia e il riuscire a ritagliarmi un mini spazio vitale in utta quella folla di pubblico!)
ma concentriamoci sul Duo Tapioca!!!
Ebbene si…due spavaldi e bravissimi violinisti dal cuore tenero e la battuta sempre pronta (un po’ meno la parte maschile ^ ^) che ci hanno allietato con la loro musica divina in un passo a due di elegante scioltezza.
Ok…ora basta leccare…
Ve li presento…
Bianchi Giacomino (INO si dice per le dimensioni, e tenendo conto che è alto due metri…fatevi due conti voi…^ ^)
Di cui abbiamo una diapositiva….mentre si gongola delle sue fantastiche calzette nuove di scooby (tra l’altro ci assomiglia…)

e……
Colombo Stellina….(INA si dice…con affetto, e poi era carino nn lasciare solo l’altro, e per le dimensioni…quelle per lei non contano!^ ^)
Di cui ri-abbiamo una diapositiva…mentre si rifocilla dopo la sforzo immane..

[direi..applausi alla fotografa che sa davvero cogliere l’essenza di questi due grandissimi artisti]
ed eccoli mentre si destreggiano con il loro strumento ^ ^

e và che fighi...
altro che musicisti..
direttamente fotomodelli!!

il dopo-spettacolo è stato davvero la ciliegina sulla torta…
e siccome non eravamo mica lì a far ballar la scimmietta nè come pensereste voi, a pettinar le bambole…
tra spettegulèZZ, nomignoli, gemiti, ricordi scolareschi, risate a profusione (anzi…a intermittenza), foto, un, due e tre, cappello, martello, Scalpello(soprattutto), marcello(che nn può mai mancare!) , pisello, Dino, Pino, Rino, Gino?, Spino? Nino (ovazione al papi della ‘tellina)…e ovviamente e ultimo e non per importanza Latrino….
Si è snocciolata(?) una meravigliosa “nottata”, che ha dovuto cessare perchè il Giacomello in questione, di cui sopra, è stato costretto a lasciarci (anche se lui nega), fuggendosene in quel di Como, come la fiaba narra... allo scoccare (un po’ passato) della mezzanotte, perdendo una scarpina non d’oro nè di cristallo…ma di pelle nera e di 48 di numero…(sottigliezze^ ^)
[siccome se no il bimbo si offende, e dice sche sono uguale o se non peggio della nostra buon vecchia ’Tellina( e aggiungerei anche cazzona...)…incrocio le dita affinché alla fine il suddetto non ce la faccia ad accedere al mio fantastico blog, in fondo…è ardua impresa… e saper muovere il mouse nelle stanze del Conservatorio nn è da tutti…^ ^ vero AMICI ??muahaha ahaha …ok va bene, la smetto]
un grazie a tutti, un grazie a voi due soprattutto…che mi avete fatto divertire un sacco..trascorrere una serata davvero MALATA…
nonchè...spisciar dal ridere…(occciolina!!)
un grazie a te stellina MIA …sempre maGGica..
un grazie a te Giacomino, per niente mio, (anche perchè se no la stella s'arabbia)…ma vabbè ci si accontenta(^ ^), che mi hai informato professionalmente su tutti i presenti, vita morte e miracoli, e tenuto compagnia mentre la Stella faceva la mandrilINAschifosa con Ros ^ ^
alla prossima!!!
ci conto eh…
ah…per gli autografi…meglio prima …mica che poi mi diventate famosi e nn mi guardate più…
= )
Sainsara
Le onde di Einaudi nelle casse. Le onde…le tue, le mie, le nostre.
Traccia numero 8 di quel cd fucsia che quel natale mi regalasti.
“c’è un’ ora. Fra il giorno e la notte, in cui Milano sta in silenzio. E allora puoi sentire il mare.”
E ora?…e ora niente, adesso tu te ne vai.
E certo mi dici che tu sei sempre Qui. Ed è vero…ci credo…con me ci sei sempre. E…”se desideri essere accanto a qualcuno che ami, non ci sei forse già?”…quante volte ce lo siamo ridette eh. E in quarta ci ho pure fatto un ex libris con Peppo. …e ora …bè è arrivato il momento di scrivertela, aprire quel libricino illustrato, sempre tuo dono, al mio diciottesimo…e offrirtela a piene mani..
“vola libera e felice,
al di là dei compleanni,
in un tempo senza fine, nel PERSEMPRE.
Di tanto in tanto non c’incontreremo
-quando ci piacerà-
nel bel mezzo dell’unica festa
che non può mai finire.”
E lo so,
ci devo credere…non solo limitarmi a scriverlo.
Non devo abbattermi, dovrei asciugarmi le lacrime…e guarda…meglio che tu ora non mi possa vedere…altrimenti sì che allagheremmo la stanza.
Andiamo…in fondo non è poi la fine del mondo, ok…chiuso un capitolo…ma tanto poi noi ci sentiamo sempre…[beata tecnologia] e ci vedremo…tornerai…e io verrò da te, che sia con lui, con le altre o da sola…verrò. Di certo…
Però…
Però per oggi( e se fosse solo oggi sarebbe già un bel traguardo) và così…e la malinconia non abbandona. Oggi no.
E ok…va bene tutto…
Ma fa strano e male. Mi fa strano, mi fa male pensare che da domani non sarà più lo stesso, e io sono la solita, lo so, ma non mi riesco a controllare..
Parto a ruota libra a ricordare e…
da domani nessuna più capatina a casa tua a studiare insieme filosofia…o a dettarti gli appunti di diritto…o a chiacchierare…rivelarsi…ascoltarti, per ore ad ascoltarti…e che tu abbia recitato o no in qualche attimo…bè non ha importanza, oppure sì, ho sempre adorato essere pubblico, il tuo pubblico, tra il pubblico, perché lo so…non sono e non sarò l’unica…ovvio…
e…nessun più tour de force pre-esami, nessuna dormita e after da te, nessun più mate preso insieme, nessun più tuo pranzetto succulento (generalmente pasta alla panna^ ^) e io a sciaquar quei quattro piatti mentre ti ascolto…nessun più mio spaparanzarmi sul divano in salotto col poggia testa a far le sceme e a duellare..
Nessun più scambio di lettere a mano, ne Quaderno, il nostro quaderno.
Nessun più guardarti guardarmi tra i banchi di scuola o quelli di un bar di periferia.
Nessun più tuo messaggio nell’invitarmi d’improvviso ad una gita turistica sul ponteggio…
Nessun più venire da me, una straordinaria scatola ricca di sorprese per me, e tu in camera mia…per la prima volta…a fissare questo schermo e aprir cassetti…
Nessuna fuga decisa su due piedi al cinese, con la zuchi…nessuna più passeggiata per le vie di Seregno…
e…basta così…
perché…
“…è tutto strano e tutto capovolto, e ogni tanto osservo la Sara.
Avrei un milione di cose da dire, da dirle, ma mi cucio la bocca e persevero nel mio lavoro.”
Potrei dir lo stesso ora, l’avrei pensato anche ieri sera…
Solo che adesso, tu te ne vai.
E miodio…non è una colpa eh, anzi…FAI BeNE, si, te lo voglio dire anch’io…
Fai proprio bene, forse c’è anche una opunta di invidia, lo ammetto…
…vorrei andarmene anch’io…sai. Ma non ne avrei il coraggio, credo. Non è ho avuto per decidermi. Altrimenti sarei già a Firenze forse, o a Venezia.
E tu…cavoli…fai benissimo, è ciò che vuoi, è quel che hai sempre voluto, è la tua strada…è ciò che anche se non sei tu a decidere…ti sceglie lui, non puoi far nient’altro, è così.
E allora…
Allora buona fortuna sorella,
davvero…
io sono qui…e sono lì, as the same,…pur dopo tutte ste paturnie e questo logorante post, perdonamelo…prometto che cercherò di migliorarmi e…sorridere…sorridere e sperare…e basta. Ma stasera…stasera dovevo scriverlo, dovevo…perché è ciò che mi brucia dentro…dentro e vicino agli occhi…
e me l’hai insegnato tu, bisogna scriverne.
E domani mattina mi sveglierò presto…e non sarò lì…su quella tua Strada…e non ti saluterò stupidamente come ieri sera…con la manina sventolante da cartone animato…a nascondere le lacrime…
Non sventolerò fazzoletti guardandoti partire, ed è meglio così.
Però…
Ti prometto che scenderò nel mio “laboratorio” giù in garage….e questo giorno di lavoro…queste scalpellate violente e piene di passione…saranno il nostro filo, saranno per te, per la mia Socia.
L’Arte.
In Lei, per Lei.
Sempre
E poi…
E poi io ho la tua chiave, non scordiamocelo.
Ti voglio bene, davvero.
Maledizione sto piangendo, ancora.
Ok rifaccio…
….mmmm…
ti voglio bene socia, ^ ^
un sorriso.
Sara

È così irrimediabilmente triste veder sfrecciar via una macchina, dopo…dopo quella sera…dopo questi anni,…dopo quelle ore insieme, dopo i sorrisi, i pensieri…dopo i giochi e gli sguardi.
Rimaner lì sotto l'ombrello, soli…
Lì con il corpo..e la mente lontano.
Odio gli addii.
Certo…mi dite vedrai…”non scivolerà tutto via come lacrime nella pioggia”.
Le lacrime scivolano sulle guance, non possono negarlo..
…voi, noi…no.
Ma intanto,
ve ne siete andati.
...
[portatemi via con voi]
Sainsara
Non ce la posso fare??il pezzo è troppo piccolo? La colla non è giusta???
Me ne sbatto.
Io oggi voglio iniziare.
E oggi inizierò.
Ho aspettato fin troppo..
E allora sembra assurdo ma alzo la cornetta e chiedo aiuto a lei..
Sì, proprio lei…
niente popò di meno che la mitica Dessi.
Ok…l’abbiamo odiata e derisa all’inverosimile..
Ma in fondo..bè era ed è una grande, con tutte le sue lacune…che il buon vecchio Fedele “compensava” ( in tutti i sensi..^ ^)… una brava donna…
E allora la sua voce gioiosa e squillante…accogliermi come un allieva o figlia che sia…
Parlarmi con dolcezza e comprensione…interessarsi, suggerirmi…
“e Noi ( il grande barbuto tarantino non manca mai ovviamente) bè, noi siam sempre là a scuola…puoi venire quando vuoi, davvero…ci fa piacere…ti facciamo vedere…”
e mi sfugge un sorriso, sono cose che ti “scolpiscono” dentro. Forse non ci andrò a breve…ma di sicurò mi farà piacere tornarci….e di certo lo farò. .[..e non solo per riappropriarmi di ciò che è mio.]
ad ogni modo decido comunque di iniziare, da sola.
Me ne sbatto del mio Vecchio che non crede in me, solito disfattista, mi vesto alla cazzo, infilo la matitozza da muratore sopra l’orecchio…sorrido…infilo il camice (ormai un po’ strettino in effetti), recupero scalpello e mazzuola….un po’ mi mancavano…volteggiare tra le mie dita…
Spatola, raspa e un vecchio cucchiaio (ebbene sì…non ci crederete ma col gas beton…si può usare di tutto ^ ^)e via…
Giù in garage…alternando vento freddo di pioggia e timido sole che filtra dalla cler… e inizio, e solo mezzora per pranzare e poi non smetto fino a sera.
e…
mi ero dimenticata cosa volesse dire davvero. Sudore sulla fonte…guance arrossate…mani doloranti alla fine di tutto (acc…martellate scappate via che di certo non mi risparmio…maledizione) e polpastrelli che bollono…-ecco perché la prof aveva il palmo sempre rossastro-…e polvere e interi pezzi di pietra, spesso partiti a razzo, tutti sparsi per terra e non solo…uno anche dentro la maglietta e vabbè&hel